ricette sardegna

ecco a voi le riette della sardegna

Melanzane alla sarda

Melanzane alla sarda

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE MELANZANE ALLA SARDA

Per preparare le melanzane alla sarda, potete utilizzare sia la varietà violetta allungata che quella tonda. Per prima cosa lavate le melanzane e tagliatele a fette di mezzo centimetro 1 . Con la lama di un coltello incidete ogni fetta di melanzana praticando delle righe verticali, orizzontali e trasversali, in modo da formare un disegno a scacchiera. Questa operazione servirà a far perdere più facilmente l’umore amarogno delle melanzane e a facilitare la cottura uniforme 2. Salate le fette di melanzana e adagiatele in uno scolapasta 3. Copritele con un piatto sul quale metterete un peso in modo da comprimerle e lasciatele così per una mezz’ora, in modo che perdano il liquido amarognolo.

Nel frattempo lavate i pomodori, tagliateli a metà e scavate l’interno delicatamente con un coltellino per eliminare i semi (4 – 5). Ora tagliateli a pezzetti di mezzo centimetro 6 e versateli in una ciotola.

A questo punto condite i pomodori: aggiungerete gli spicchi di aglio 7 e i tre cucchiai di prezzemolo tritati finemente, il sale 8 e infine l’olio 9. Mescolate e lasciate macerare per qualche minuto i pezzetti di pomodori con il condimento.

Intanto, trascorsa la mezz’ora, riprendete le fette di melanzane e controllate che abbiano rilasciato l’acqua amarognola 10. Sciacquatele sotto l’acqua corrente fredda 11 e poi asciugatele per bene con carta da cucina o con un panno. Poi, scaldate il forno statico a 180°-200°. Ungete una pirofila di 34 cm dai bordi alti con olio d’oliva e iniziate a formare uno strato di melanzane 12.

Coprite poi con uno strato di pomodorini tagliati 13. Continuate in questo modo fino a quando avrete esaurito tutte le melanzane, come illustrato nella foto 14. Poi infornate la pirofila, in forno statico già caldo e cuocete a 200° per almeno 40 minuti. Sfornate e servite le melanzane calde o fredde a seconda dei vostri gusti 15.

CONSERVAZIONE

Le melanzane alla sarda avanzate da cotte si possono conservare in frigo per 1-2 giorni, coperte da pellicola trasparente.
Si consiglia di congelarle crude, già condite. Prima di cuocerle, fatele scongelare in frigorifero per una notte.

CONSIGLIO

Le melanzane alla sarda possono essere cotte anche alla griglia e condite con pezzetti di pomodori crudi.
Se l’aglio non fosse di vostro gradimento, potete ridurlo o eliminarlo del tutto.

Gnocchi sardi al ragù di salsiccia

Gnocchi sardi al ragù di salsiccia

PRESENTAZIONE

Per tutti gli amanti della pasta ecco un primo piatto davvero succulento, realizzato con ingredienti semplici ma dal sapore unico e inconfondibile: gnocchi sardi al ragù di salsiccia. Il ragù di salsiccia è un sugo molto saporito e deve il suo gusto spiccato alla salsiccia che porta con sé la sapidità e il tocco speziato che caratterizzano questo piatto.
Gli gnocchi sardi con la loro tipica forma a conchiglia rigata raccolgono il sugo al loro interno e a ogni boccone si sprigiona tutto il sapore intenso del ragù, ma anche altri formati si accompagnano bene a questa preparazione come le tagliatelle e le lasagne, da sempre compagne fedeli del ragù tradizionale.
La cottura del ragù di salsiccia richiede un po’ di tempo ma sarete ricompensati da una pietanza squisita che incontrerà il gusto di tutti. Questo piatto, ricco e sostanzioso è un’idea invitante da proporre per il pranzo della domenica che per tradizione è un momento conviviale dove ci si concede ai piaceri della tavola!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI GNOCCHI SARDI AL RAGÙ DI SALSICCIA

Per realizzare gli gnocchi sardi con ragù di salsiccia iniziate a preparare il soffritto seguendo le indicazioni che trovate nella scheda come fare il soffritto: eliminate le estremità della carota con un coltellino e con un pelapatate, sbucciate la carota e lavatela sotto l’acqua corrente. Lavate la costa di sedano ed eliminate la membrana filamentosa esterna con il pelapatate 1.Per ultimo sbucciate la cipolla e dividetela a metà. Tagliate tutte le verdure a piccoli cubetti 2. Spellate la salsiccia, sbriciolatela e tenetela da parte 3.

Mettete in una padella l’olio extravergine d’oliva 4 fate scaldare e poi aggiungete il trito di cipolla, carote e sedano 5. Giratelo per far rosolare le verdure da tutti i lati. Sfumate dopo 5 minuti con del brodo (o acqua bollente) 6 e lasciate cuocere per altri 10 minuti.

Unite la salsiccia 7, salate 8 e sfumate con il vino rosso 9.

Versate la salsa di pomodoro 10 , aggiungete un pizzico di zucchero per smorzare l’acidità del pomodoro 11. Unite un cucchiaio di concentrato di pomodoro 12,

salate 13, pepate e aromatizzate con un cucchiaino di origano 14, mescolate il ragù e proseguite la cottura a fuoco dolce 15 finché la salsa non si sarà addensata, mescolando di tanto in tanto con un mestolo: ci vorranno circa 2 ore. Intanto mettete a scaldare una pentola capiente con acqua salata, verso la fine della cottura del ragù,

versate gli gnocchi nella pentola con acqua bollente 16 e cuoceteli per circa 10 minuti o per il tempo indicato sulla confezione. A cottura ultimata, scolate la pasta e versatela nella padella contenente il ragù preparato 17: saltate il tutto velocemente e poi servite in tavola i vostri gnocchi sardi al ragù di salsiccia ben caldi 18.

CONSERVAZIONE

E’ consigliabile consumare subito gli gnocchi sardi con ragù di salsiccia. Si possono conservare in frigo al massimo per 24 ore, mentre si sconsiglia la congelazione.
Il ragù di salsiccia si può conservare in frigorifero coperto con pellicola trasparente per 1-2 giorni al massimo oppure si può congelare in un contenitore chiuso ermeticamente.

CONSIGLIO

Sulla scala dei sapori dal neutro al super-saporito incontrerete infinite varianti di questo ragù: quella lievemente piccante (con aggiunta di peperoncino fresco), quella forte (con aglio, intero oppure tritato), quella bomba (con carne trita di manzo al posto della salsiccia). Voi quale preferite?

Gnocchetti sardi alla contadina

Gnocchetti sardi alla contadina

PRESENTAZIONE

Gli gnocchetti sardi alla contadina sono un primo piatto ricco di sapori, grazie alla combinazione di semplici ingredienti che fanno parte della tradizione gastronomica di un tempo, quella dei ritmi della campagna. Pancetta affumicata e fagioli bianchi sono protagonisti in questa ricetta insieme ad uno dei formati di pasta più famosi della Sardegna: gli gnocchetti o malloreddus, protagonisti di tante squisite preparazioni come quella alla campidanese, con salsiccia e pecorino fresco. Gli gnocchetti sardi alla contadina sono una ricetta ideale per rendere la tavola accogliente nelle fredde giornate invernali e condividere con gli ospiti un piatto rustico ed invitante!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI GNOCCHETTI SARDI ALLA CONTADINA

Per preparare gli gnocchetti sardi alla contadina, iniziate a mettere sul fuoco una pentola con acqua salata. Intanto mondate e tritate finemente la cipolla 1. Irrorate con un filo d’olio una padella ampia, rosolate uno spicchio d’aglio intero a fuoco basso 2, quindi toglietelo una volta imbiondito e versate nella padella il trito di cipolla 3. Mescolate di tanto in tanto perchè non si bruci.

Mentre la cipolla soffrigge tritate la salvia e il rosmarino (abbiate cura di lasciare qualche ago intero per decorare il piatto finale se preferite) 4, fateli rosolare insieme alla cipolla 5. Affettate la pancetta e riducetela in striscioline 6,

unitela al soffritto 7; quindi aromatizzate con del pepe macinato. Aggiungete poi i fagioli bianchi assieme alla loro acqua di conservazione 8 e infine versate la passata di pomodoro 9.

Amalgamate bene gli ingredienti e continuate la cottura per 12 minuti, a fuoco vivace 10. Nel frattempo, quando l’acqua avrà raggiunto il bollore lessate gli gnocchetti per il tempo indicato sulla confezione 11. Una volta cotti (meglio se al dente) scolateli, con l’aiuto di una schiumarola 12,

e versateli direttamente nella padella con il condimento 13. Mantecate la pasta mescolando bene in modo da incorporare tutti gli ingredienti 14. Gli gnocchetti sardi alla contadina sono pronti: impiattateli caldi, con qualche ciuffetto di rosmarino fresco come tocco finale 15.

CONSERVAZIONE

Potete conservare gli gnocchetti per 2 giorni in frigorifero, chiusi in un contenitore ermetico.

CONSIGLIO

In genere i fagioli in scatola sono conservati solo sotto acqua e sale, senza aggiunta di conservanti: prima di acquistare i fagioli, leggete perciò attentamente gli ingredienti riportati sulla confezione per assicurarvi che il prodotto sia del tutto naturale!

CURIOSITÀ

Il nome “malloreddus” significa vitellino, in quanto è il diminutivo di “malloru” che significa toro: questo pittoresco appellativo deriva dall’immaginario contadino e si riferisce alla forma della pasta tipicamente arrotolata su se stessa per ottenere degli gnocchetti panciuti, appunto, come vitellini.

Ravioli di ricotta sardi

Ravioli di ricotta sardi

PRESENTAZIONE

Una pasta fresca tirata a mano, una farcia che esalta i prodotti locali, la maestria di cuoche casalinghe, custodi generose, che tramandano di generazione in generazione una ricetta di famiglia: è così che nascono i primi piatti della nostra tradizione. Da Nord a Sud i ricettari regionali ci accompagnano in un viaggio senza tempo per esplorare le pietanze tipiche italiane. Durante questo tour culinario ci siamo imbattuti in un primo piatto appetitoso e senza tempo: i ravioli di ricotta sardi. Una pasta fatta in casa dalle note agrodolci che racchiude l’essenza dei sapori mediterranei di cui è ricca la Sardegna. La ricotta di pecora rappresenta il cuore appetitoso e cremoso dei ravioli, il suo gusto deciso e intenso è qui smorzato dall’aroma agrumato della scorza di limone e dall’aggiunta di un pizzico di zucchero che vi stupirà piacevolmente. Un insolito mix di ingredienti che combina sapientemente il dolce e il salato in questa ricetta intramontabile che ci racconta i colori, i profumi e i sapori di questa meravigliosa isola.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I RAVIOLI DI RICOTTA SARDI

Per realizzare i ravioli di ricotta sardi per prima cosa occupatevi della pasta fresca: in una ciotola capiente versate la farina 00 e la farina di semola 1, aggiungete a filo l’acqua 2 e l’olio 3 mescolando con le mani.

Regolate di sale e continuate a impastare fino a ottenere un composto omogeneo, trasferite l’impasto su una spianatoia e lavoratelo ancora. Se dovesse risultare appiccicoso aiutatevi con una spolverata di farina, dunque formate una palla 4, avvolgetela con pellicola per alimenti 5 e fatela riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Preparate il ripieno versando in una ciotola la ricotta ben scolata, le foglie di menta tagliate grossolanamente 6,

la scorza di limone 7 , il sale 8 e lo zucchero 9. Mescolate per bene e tenete da parte fino alla formazione dei ravioli.

Occupatevi del sugo di pomodoro, soffriggete in una pentola l’aglio in camicia con un giro d’olio 10. Aggiungete i pomodorini pelati con il loro succo 11, regolate di sale e cuocete con coperchio 12 e a fuoco dolce per almeno 20 minuti.

Trascorso questo tempo togliete il coperchio e continuate a cuocere per i restanti 10 minuti a fuoco vivace. Spegnete e aggiungete il basilico fresco 13. Riprendete la pasta e stendetela a uno spessore pari a circa 2 millimetri con il matterello 14, poi coppate con lo stampo per ravioli 15.

Con le dosi indicate, reimpastando anche la pasta avanzata, otterrete circa 48 quadrotti 16, ponete al centro un cucchiaino di ripieno 17 e sovrapponete un altro quadrotto 18.

Pressate i bordi per farli aderire e rifiniteli con i rebbi della forchetta 19. Adagiate i ravioli su dei vassoi spolverati con farina 20. Ponete sul fuoco un tegame colmo di acqua salata e quando arriverà al bollore cuocete i ravioli per 2-3 minuti circa 21.

Una volta cotti, scolate i ravioli di ricotta sardi 22, divideteli nei piatti 23 e conditeli con il sugo di pomodoro 24.

CONSERVAZIONE

Consigliamo di consumare subito i ravioli sardi. Il miglior modo per conservare i ravioli è quello di congelarli da crudi: teneteli una mezz’oretta su un vassoio posto nel freezer, il tempo necessario affinché si induriscano un po’, poi trasferiteli nei sacchetti gelo.

CONSIGLIO

Chi ama i sapori decisi puoi condire con del pecorino stagionato i ravioli, viceversa chi ama i sapori meno intensi può sostituire la ricotta di pecora con una ricotta vaccina

Panini di ricotta sardi

Panini di ricotta sardi

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I PANINI DI RICOTTA SARDI

Per preparare i panini alla ricotta sardi iniziate versando l’acqua tiepida in una ciotola 1, scioglietevi il lievito di birra 2, unite la farina 00 3

e la semola 4 e iniziate a impastare grossolanamente con le mani. Prima che il composto sia ben amalgamato, unite il sale 5 e continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo che dovrà risultare molto morbido. Se necessario, finite di impastare sul piano di lavoro o su una spianatoia leggermente infarinata. Formate una palla con l’impasto 6,

ponetela in una ciotola pulita, copritela con pellicola trasparente 7 e fatela lievitare per almeno 3 ore in un luogo asciutto, oppure dentro il forno spento con la luce accesa. Trascorso il tempo di lievitazione, il panetto avrà raddoppiato il suo volume 8, posizionate l’impasto sul piano infarinato, allargatelo e allungatelo con delicatezza 9

e ponetevi al centro la ricotta di pecora 10: è normale che l’impasto risulti piuttosto appiccicoso. Richiudete l’impasto delicatamente ripiegando i lembi senza impastare ulteriormente, la ricotta non deve amalgamarsi all’impasto 11. Una volta formata la palla finale 12,

dividetela in 4 parti uguali con un tarocco 13, fatene delle palline, appoggiatele sulla leccarda rivestita con carta forno, spolverizzate ogni panino con abbondante farina 00 in superficie 14 e infornate in forno preriscaldato statico a 200° per circa 35 minuti o fino a quando non risulteranno ben dorati in superficie 15; abbiate cura di non aprire il forno mentre controllate la colorazione della crosta. Una volta cotti, lasciate intiepidire i vostri panini di ricotta sardi e poi serviteli!

CONSERVAZIONE

Conservate i vostri panini in un sacchettino di carta e consumateli entro 2 giorni. Potete congelarli dopo la cottura.

CONSIGLIO

Per conferire un tocco di sapore in più a questi soffici panini potete provare ad aggiungere un trito d’erbe aromatiche a piacere, oppure della scorza di limone.

Schiacciate con pecorino sardo e miele

Schiacciate con pecorino sardo e miele

PRESENTAZIONE

Le schiacciate con pecorino sardo e miele di corbezzolo sono dei deliziosi stuzzichini preparati con ingredienti tipici della Sardegna.

Questi finger food sono composti da  croccanti schiacciate al forno su cui vengono adagiati cubetti di saporito pecorino sardo cosparsi con del delizioso mele di corbezzolo e un trito di mirto e rosmarino.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE SCHIACCIATE CON PECORINO SARDO E MIELE

Per preparare le schiacciate con pecorino sardo e miele iniziate scaldando il brodo vegetale, aggiungete quindi due rametti di mirto e due di rosmarino 1 e lasciate in infusione per circa mezz’ora. Ora prendete il miele e fatelo sciogliere a bagnomaria 2, quando diventerà liquido versateci due cucchiai di brodo e mescolate bene. Fate raffreddare il composto e lasciatelo da parte. Tritate finemente il mirto e il rosmarino e riducete a piccoli cubetti il pecorino 3.

Passate alla composizione dello stuzzichino: prendete le schiacciate e adagiate su ognuna tre cubetti di pecorino sardo 4, versateci un cucchiaino di miele 4 e cospargete con il trito di mirto e rosmarino 6.

Gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi

Gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi

PRESENTAZIONE

Quando si pensa ad un piatto saporito ci si aspetta di dover affrontare sempre lunghe preparazioni e ingredienti più disparati, magari difficili da reperire, forse solo con un giro intorno al mondo in 80 giorni! Ma non è il caso degli gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi. Pochi e semplici sapori provenienti dal Mediterraneo che si mescolano insieme per portare sulla vostra tavola un primo piatto delizioso. Il pesce spada si sposa perfettamente con la granella di pistacchi tostati emanando un profumo che farà gola già durante la cottura. Quindi se avete in mente di preparare un pranzetto o una cenetta deliziosa per i vostri ospiti, stupiteli con questi gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI GNOCCHETTI SARDI CON PESCE SPADA E PISTACCHI

Per preparare gli gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi cominciate dalla pulizia degli ortaggi. Dopo aver lavato, eliminato le due estremità e sbucciato le carote 1 tagliatele a metà e poi a bastoncino 2 e successivamente  a cubetti di circa mezzo centimetro 3.

Fate lo stesso con il gambo di sedano, ma prima privatelo della parte esterna filamentosa, aiutandovi con un pela verdure 4. Tagliate anche questo a dadini 5. In un tegame versate l’olio insieme ai piccolissimi cubetti di carota e sedano e unite anche lo spicchio d’aglio sbucciato, lasciando cuocere il tutto a fiamma viva per 7-8 minuti, mescolando di tanto in tanto per far in modo che le verdure non si brucino o si attacchino al fondo 6.

In questo tempo eliminate la pelle dalle fette di pesce spada 7 e poi passate al taglio: per dare un tocco più fantasiosi potrete tagliare lo spada sia a cubetti grossi che in dadini dello spessore di circa 3-4 mm 8. Togliete lo spicchio d’aglio dal soffritto 9

e aggiungete le foglioline di timo 10. Unite i cubetti di pesce spada 11 e lasciateli cuocere per un paio di minuti. Una volta che i dadini di spada avranno assunto un colore chiaro sfumateli con il vino bianco 12.

Non appena l’alcol sarà completamente evaporato potrete aggiustare di sale e di pepe. 13 In una padella versate i pistacchi 14 e tostateli un paio di minuti a fiamma viva facendo molta attenzione che non brucino, poiché diverrebbero amari, quindi mescolate spesso 15.

Non appena saranno coloriti, versateli su un tagliere e sbriciolateli tagliandoli con la punta del coltello 16. Cuocete gli gnocchetti in abbondante acqua bollente e salata 17 e non appena saranno al dente, scolateli 18.

Versate la pasta nel tegame con il sugo, in questo modo assorbiranno il sapore del condimento 19, mescolate e aggiungete i pistacchi tostati 20. Gli gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi sono pronti, non vi resta che versare nei piatti e gustare ancora caldissimi 21!

CONSERVAZIONE

Si consiglia di consumare subito gli gnocchetti sardi con pesce spada e pistacchi, ma se preferite potrete conservare in frigorifero per un giorno al massimo riponendoli in un contenitore ermetico.

CONSIGLIO

Una nota di colore in più? Aggiungete qualche pomodoro ciliegino! Se invece volete rendere ancora più particolare il piatto provate a sostituire lo spada con la rana pescatrice.

Malloreddus alla campidanese

Malloreddus alla campidanese

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I MALLOREDDUS ALLA CAMPIDANESE

Per preparare i malloreddus alla campidanese, iniziate dalla preparazione del soffritto. Sbucciate e tritate finemente la cipolla 1, quindi lasciatela appassire lentamente in un tegame, insieme all’olio 2. Nel frattempo spellate la la salsiccia 3.

Sbriciolatela grossolanamente con le mani e unitela,  al soffritto di cipolla 4. Fate rosolare la salsiccia per 15 minuti a fuoco vivace, mescolando spesso 5 e poi unite la passata di pomodoro 6.

Mescolate nuovamente 7 e coprite con un coperchio, lasciando cuocere per circa un’ora 8; infine, se necessario, regolate di sale. Quando il sugo sarà pronto, cuocete i malloreddus in abbondante acqua bollente, salata a piacere 9.

Intanto grattugiate il pecorino  in una ciotola e aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta 10. Quindi frullate con un minipimer 11, aggiungendo altra acqua, se necessario, e sempre lentamente fino ad ottenere una crema liscia e non pastosa 12.

Scolate i malloreddus e uniteli al sugo di salsiccia direttamente in padella 13, mescolate e in ultimo unite la crema di pecorino 14. Mantecate bene per amalgamare tutti gli ingredienti e servite i malloreddus alla campidanese ancora caldi 15!

CONSERVAZIONE

Conservate i malloreddus in un contenitore chiuso ermeticamente in frigorifero per un giorno al massimo. Si sconsiglia la congelazione!

CONSIGLIO

Se la crema dovesse risultare granulosa, setacciate il composto prima di aggiungerlo alla pasta!

CURIOSITÀ

Il termine malloreddu (plurale malloreddus) è un diminuitivo di malloru, che in sardo campidanese (Sardegna meridionale) significa toro. Di conseguenza, malloreddu vuol dire vitellini. La forma panciuta di questo tipo di pasta, nell’immaginario del mondo agropastorale ricordava proprio la forma di piccoli vitelli.

Fregola con arselle

Fregola con arselle

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA FREGOLA CON ARSELLE

Per preparare la fregola con arselle cominciate dalla pulizia di queste ultime. La prima cosa da fare e batterle una per una per assicurarsi che non siano piene di sabbia: se così fosse si apriranno durante il colpo 1. Dopodiché vanno lasciate in ammollo per un paio d’ore in acqua fresca e salata, in questo modo elimineranno la sabbia contenuta all’interno 2. Trascorso il tempo scolatele, e sciacquatele; se notate delle vongole rotte o aperte scartatele. 3.

Spostatevi ai fornelli e mettete sul fornello un tegame capiente. Scaldate un giro d’olio e uno spicchio d’aglio sbucciato 4, quindi tuffate le vongole 5, bagnate con il vino bianco 6

e coprite con il coperchio 7. Alzate al massimo la temperatura e lasciatele dischiudere per 4-5 minuti agitando, di tanto in tanto, il tegame 8. Una volta pronte scolatele filtrandole in un colino a maglie strette, o eventualmente attraverso della garza sterile, per eliminare eventuali residui di sabbia o gusci. Non appena notate lo spicchio d’aglio scartatelo 9.

Metà delle vongole tenetele intere, per la decorazione, l’altra metà invece sgusciatele 10. Mettete da parte vongole e liquido di cottura e proseguite con il fondo in cui cuocere la fregola. Mettete sul fornello una casseruola, versate un filo d’olio e scaldate insieme ad un altro spicchio d’aglio mondato 11. Non appena il fondo è caldo rimuovete l’aglio 12

e tuffate i pomodori pelati sminuzzati finemente 13. Lasciate insaporire a fuoco medio per un paio di minuti 14 e poi aggiungete la fregola 15.

Date una mescolata e bagnate, come si fa per il riso, aggiungendo il liquido di cottura delle vongole una mestolata alla volta 16. Se il liquido non dovesse bastarvi aggiungete dell’acqua tiepida o del brodo vegetale. Regolate di sale e pepe, poi mescolate 17. Quando manca un minuto alla fine della cottura unite le vongole e mescolate 18.

Infine, spegnete il fornello e aggiungete il prezzemolo tritato 19. Ecco pronta la vostra fregola con arselle, non vi resta che mescolare ancora 20 impiattare e guarnire con un pizzico di pepe 21!

CONSERVAZIONE

Se preferite potete conservare per un giorno al massimo la vostra fregola con arselle, tuttavia è consigliabile consumarla al momento per preservarne colore, gusto e consistenza.

CONSIGLIO

Al posto del prezzemolo potrete profumare la vostra fregola con arselle aggiungendo dell’aneto e perché no, insaporire il piatto con dello zafferano: con le vongole ci sta benissimo!

Pardulas

Pardulas

PRESENTAZIONE

Piccoli cestini o soli raggianti? Scegliete voi la forma che volete attribuire alle pardulas, golose tortine che arrivano dalla Sardegna. Conosciute anche con il nome di casadinas nel nord dell’isola, le pardulas de arrescottu (letteralmente formagelle di ricotta) fanno parte dei dolci tradizionali pasquali.  Un sapiente mix di preziosi ingredienti locali danno vita a queste prelibatezze che mantengono in vita i sapori semplici di un tempo, come le tipiche scadas. Esistono diverse versioni, dolci e salate, in comune hanno il caratteristico involucro di impasto neutro che racchiude un ripieno di ricotta di pecora aromatizzata con lo zafferano. Le pardulas da sempre arricchiscono di dolcezza la tavola delle feste e sono perfette anche da gustare anche in occasione delle gite fuori porta di Pasquetta. Speriamo con la nostra ricetta di avervi riportato con il cuore e la mente alla splendida terra che è la Sardegna.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE PARDULAS

Per preparare le pardulas per prima cosa dovrete mettere a scolare la ricotta (tutta la notte sarebbe preferibile o alcune ora prima della lavorazione). Per i gusci di pasta: in una ciotola versate la semola e lo strutto 1 lavorate il composto ottenendo un impasto sbriciolato 2 quindi versate l’acqua 3,

continuando a impastare 4 finché non avrete compattato il tutto 5. Avvolgete nella pellicola il vostro panetto d’impasto 6 e fatelo riposare a temperatura ambiente giusto  il tempo in cui sarete impegnati nella preparazione del ripieno.

Preparate il ripieno: in una ciotola versate la ricotta che deve essere ben scolata e asciutta 7, aggiungete lo zucchero 8 e mescolate con una frusta per incorporare 9,

aggiungete poi i tuorli 10, la semola 11, lo zafferano in polvere 12

e la scorza degli agrumi (13-14), avendo cura di evitare di grattugiare la parte bianca della scorza che è amara. Amalgamate il tutto con la frusta 15 e conservate in frigo.

Riprendete il panetto di impasto e stendetelo con il mattarello 16 a uno spessore pari a 1 millimetro, quindi ricavate dei dischetti con un coppa pasta tondo del diametro di 10 centimetri, cercando di copparli molto ravvicinati tra loro (17-18), così facendo otterrete 16 pezzi.

Ponete al centro di ogni disco una cucchiaiata abbondante di ripieno 19 e chiudete i dolcetti pizzicandoli alle estremità con la punta delle dita (20-21),

tutto intorno creando così una sorta di piccoli cestini con 8 punte 22. Se i dischetti dovessero seccarsi troppo, spennellateli con poca acqua ai bordi per poter chiudere per bene i dolcetti. Adagiate le pardulas su una leccarda rivestita con carta forno e spennellate la superficie con il tuorlo sbattuto con poco latte (23 -24).

Cuocete in forno statico e preriscaldato a 150° per circa 40 minuti. A cottura ultimata, tirateli fuori dal forno 25, lasciateli intiepidire e poi spolverizzateli con poco zucchero a velo 26. Le vostre pardulas sono pronte per essere gustate 27.

CONSERVAZIONE

Conservate le pardulas in frigorifero coperte con pellicola e consumatele entro 2 giorni. E’ possibile congelarle dopo la cottura.

CONSIGLIO

Si raccomanda l’uso di ricotta di pecora ferschissima. E’ necessario lasciarla scolare in frigorifero anche tutta la notte, perchè per una resa ottimale del ripieno deve risultare ben asciutta.

Coppando l’impasto cercate di ottenere meno scarto possibile, poichè la pasta tende a seccarsi e non è consigliabile impastarla nuovamente.

Lasagne di pane carasau

Lasagne di pane carasau

PRESENTAZIONE

Le lasagne di pane carasau sono un primo piatto ricco e gustoso, che ben si presta ad essere servito anche come piatto unico.
Le lasagne di pane carasau sono una ricetta davvero originale: scoprirete che le classiche lasagne di pasta possono essere degnamente sostituite da fette di pane carasau, nota specialità sarda, condite con sugo a base di carne di maiale e funghi champignon .
L’abbinamento tra il gusto delicato del pane carasau e il sapore più deciso dei funghi e della salsiccia dona alla ricetta  un sapore tutto particolare.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE LASAGNE DI PANE CARASAU

Per preparare le lasagne di pane carasau iniziate dal soffritto: mondate una cipolla e tritatela finemente 1, pelate una carota e tagliatela a dadini 2, quindi mondate un gambo di sedano e tritatelo finemente 3.

Mettete in una padella dell’olio extravergine d’oliva, fate scaldare e poi aggiungete il trito di cipolla 4, carote e sedano 5; lasciate soffriggere per una decina di minuti a fuoco medio, mescolando spesso e badando che la cipolla imbiondisca senza bruciare (per maggiori dettagli su come preparare il soffritto clicca qui). Nel frattempo sgranate la salsiccia con le mani 6.

Lavate e tagliate a fettine sottili i funghi champignon 7. Aggiungete la salsiccia al soffritto e lasciate cuocere a fuoco medio-basso per altri 20 minuti 8. Verso metà cottura sfumate con un bicchiere di vino bianco 9 e, se il sugo tende ad asciugare troppo, aggiungete un mestolo di brodo vegetale.

Quando la salsiccia sarà quasi cotta aggiungete i funghi 10, un mestolo di brodo per ammorbidire il tutto 11 e aggiustate di sale e di pepe ultimando la cottura a fuoco dolce. Nel frattempo preparate la besciamella seguendo le indicazioni che trovate : sciogliete il burro in un casseruola a fuoco dolce, aggiungete la farina e mescolate velocemente con una frusta a spirale per evitare che si formino grumi. Quando la farina si sarà completamente amalgamata aggiungete, poco alla volta, il latte caldo 12 e una grattata di noce moscata, continuando a mescolare il composto per farlo addensare (per questa ricetta è consigliabile lasciare la besciamella un po’ più liquida).

Una volta pronto il ragù di carne e funghi prendete una pirofila rettangolare di 24×36 cm e mettete sul fondo un filo d’olio extravergine di oliva e un cucchiaio abbondante di besciamella 13. Cominciate a comporre le lasagne mettendo 2 fette di pane carasau, coprendo tutta la superficie della pirofila, abbondante ragù 14, di nuovo la besciamella 15,

il parmigiano grattugiato 16 e altri due fogli di pane carasau 17. Ripetete la stessa operazione per ogni strato fino ad esaurire tutti gli ingredienti: gli strati dovranno essere tre. Terminate l’ultimo strato con una generosa manciata di parmigiano e infornate il tutto in forno statico a 160° per 60 minuti (se forno ventilato a 140° per circa 50-55 minuti) 18. Negli ultimi 10 minuti alzate la temperatura del forno di 20° per far gratinare bene la superficie delle lasagne. Le vostre lasagne di pane carasau sono pronte; lasciatele riposare almeno 10 minuti prima di servirle, in modo da farle compattare un po’ e poterle tagliare più agevolmente.

CONSERVAZIONE

Conservate le lasagne di pane carasau in frigorifero, per un giorno al massimo; prima di servirle scaldatele in forno per qualche minuto.

Una volta cotte, le lasagne di pane carasau possono essere congelate, poste in un contenitore ermetico o di alluminio.
Per scongelarle basterà estrarle dal freezer la sera prima, lasciandole in frigorifero fino al momento di rimetterle in forno, oppure inserirle nel microonde con funzione defrost, per il tempo necessario (varia a seconda dei modelli e della potenza).

CONSIGLIO

Per questa preparazione abbiamo utilizzato del pane carasau a semicerchio, se non lo trovate potete tranquillamente sostituirlo con del pane carasau tondo o rettangolare.

In questa preparazione il pane carasau non deve essere ammorbidito, altrimenti richierebbè di diventare troppo molle. Basterà utilizzare una besciamella un po’ più liquida per ottenere la giusta consistenza, tipica delle lasagne.

Liquore di mirto

PRESENTAZIONE

Il liquore di mirto è in Sardegna, sinonimo di liquore tipico tradizionale.
Nei ristoranti, a fine pasto, si ordina o viene offerto un liquore di mirto, e in molte case, ancora oggi, questo liquore viene preparato in modo tradizionale.
Il sapore e il colore unico del liquore di mirto sono dovuti al frutto della pianta di mirto
(Myrtus communis), che genera bacche di colore blu violaceo, che rendono unico questo liquore.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE IL LIQUORE DI MIRTO

Mettete le bacche di mirto in un recipiente a chiusura ermetica abbastanza grande da contenere sia le bacche che l’alcool.
Coprite le bacche di mirto con l’alcool e lasciate riposare il tutto in un posto buio e fresco per almeno 40 giorni, agitando di tanto in tanto il recipiente.
Trascorso questo tempo filtrate l’alcool dalle bacche di mirto e dai residui e strizzate delicatamente le bacche con un canovaccio o con della stamina per ricavarne tutti i succhi e le essenze che hanno assorbito.
Nel frattempo preparate uno sciroppo facendo bollire l’acqua, e sciogliendovi lo zucchero; una volta ottenuto lo sciroppo, fatelo raffreddare e poi miscelatelo con l’alcool aromatizzato. Filtrate di nuovo il tutto, imbottigliate e lasciate riposare il liquore così ottenuto per almeno un mese, meglio se due, in un luogo fresco.

CONSIGLIO

E’ possibile modificare le quantità di acqua e di zucchero per rendere il liquore di mirto più adatto al vostro gusto, ricordandovi che se si possiede 1 litro di essenza (con alcool a 90°), unendovi 1 litro di sciroppo si dividerà la gradazione volumetrica dell’alcool per due, quindi si otterrà un liquore che avrà una gradazione di 45° circa. Aumentando la quantità di sciroppo, si otterrà quindi, una gradazione minore.
In alcune zone della Sardegna il mirto viene preparato sostituendo una parte o tutto lo zucchero con l’equivalente peso di miele (spesso di corbezzolo).

CURIOSITA’

Il periodo migliore per fare il liquore di mirto è senza dubbio nel periodo invernale, infatti le bacche di mirto devono essere raccolte quando hanno raggiunto il loro inconfondibile colore nero e non sono ancora diventate troppo dure; ciò avviene da novembre a gennaio in dipendenza del clima e dell’esposizione dei cespugli di mirto.

Anelli di calamari al forno

Anelli di calamari al forno

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI ANELLI DI CALAMARI AL FORNO

Per realizzare gli anelli di calamari al forno iniziate sciacquando i calamari sotto l’acqua corrente 1, poi staccate la testa dal mantello e tenetela da parte 2. Estraete la penna di cartilagine trasparente. Passate nuovamente il calamaro sotto acqua corrente per rimuovere le interiora e la sacca di inchiostro se presente. Passate quindi ad eliminare la pelle esterna: incidete con un coltellino la parte finale del mantello e tirate via completamente il rivestimento con le mani o aiutandovi con un coltellino 3, rimuovete anche le pinne. Ora riprendete la testa che avevate messo da parte e separatela dai tentacoli. Sciacquate accuratamente tutte le parti del calamaro pulite sotto acqua corrente; per ulteriori dettagli consultate la nostra scheda Come pulire i calamari della scuola di cucina.

Tagliate il mantello ad anelli di un centimetro di spessore 4 e unite questi ai tentacoli. Ora occupatevi della panatura: ponete in una ciotola il pangrattato 5 e unite la paprika dolce 6 e un cucchiaino di sale.

Versate la miscela ottenuta in una teglia larga 7, disponete gli anelli di calamaro e i tentacoli 8 mescolateli in modo che la panatura aderisca su tutti i lati 9.

poi passate i calamari in un setaccio a maglie larghe 10, ponete sotto il setaccio un recipiente e scuotete il setaccio per eliminare la panatura in eccesso 11. Ungete una teglia con l’olio, poi foderatela con carta da forno, facendo una leggera pressione con le mani in modo da fare aderire meglio la carta 12.

Trasferite nella teglia gli anelli e i tentacoli dei calamari  impanati. Versate l’olio 13 e cuocete in forno statico preriscaldato per 25 minuti a 180° 14 oppure in forno ventilato a 160° per circa 15-20 minuti. Terminata la cottura i vostri anelli di calamari al forno saranno pronti per essere portati in tavola e gustati ben caldi 15.

CONSERVAZIONE

E’ preferibile consumare i calamari al forno al momento, se avanzano potete conservarli in frigorifero non più di un giorno. E’ possibile congelare gli anelli di calamari crudi e impanati solo se avete utilizzato del pesce fresco.

CONSIGLIO

Una panatura fenomenale è una panatura aromatizzata. Scegliete voi i sapori: via libera al curry o a erbe come la menta, il prezzemolo o il coriandolo.