ricette sicilia

ecco a voi le ricette della sicilia buon apetito

Cannoli siciliani

Cannoli siciliani

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I CANNOLI SICILIANI

Per preparare i cannoli siciliani iniziate dalla cialda: in una ciotola versate la farina 1, il cacao setacciato 2, lo zucchero 3,

il sale 4, lo strutto freddo di frigorifero 5; prendete l’uovo e sbattetelo leggermente, quindi usatene 20 g da inserire nella ciotola con gli altri ingredienti 6 (tenete da parte il restante che servirà per spennellare i cannoli successivamente).

Versate poi il marsala 7 e l’aceto 8. Iniziate ad impastare con le mani 9, 

dopodiché trasferite sul piano e lavorate per una decina di minuti 10 finché non otterrete un impasto omogeneo 11. Ci vorrà un po’ di pazienza e di energia perché il composto risulta piuttosto asciutto. Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigo per circa 1 ora 12, poi estraetelo dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per 30 minuti. 

Trascorso il tempo prendete l’impasto, dividetelo a metà 13. Prendete una delle due metà, lasciando l’altra ben coperta, e infarinate leggermente tutti e due i lati. Schiacciate per bene con le mani 14 e poi inserite il pezzo tra i rulli della macchina tira pasta 15. All’inizio potrebbe stracciarsi, non preoccupatevi basterà ricomporre e ripetere. 

Non appena risulterà ben compatto piegate verso l’interno le due estremità (16-17) e ripassate ancora tra i rulli partendo dallo spessore più largo 18. Ripetete per 3-4 volte, se dovesse servire anche rigirando il panetto nella direzione opposta.

Non appena risulterà più liscio richiudete la sfoglia stavolta non facendo due pieghe ma soltanto una 19 e passatelo tra i rulli ancora 3-4 volte. A questo punto ripiegate nuovamente la sfoglia, questa volta sul lato corto 20 e fatela passare nuovamente tra i rulli 21. Man mano abbassate gradualmente la numerazione, quindi lo spessore. Se notate che la sfoglia si sta allungando troppo dividetela pure prima di procedere. Continuate a tirare fino ad arrivare al numero 8 della macchina o quello che sulla vostra corrisponde ad uno spessore di 0,5 mm. Tutti questi passaggi serviranno a rendere l’impasto più dilatato, così che in cottura si formino le bolle.

Ottenuta la sfoglia dello spessore indicato, potete dividerla a metà per praticità 22. Rifilate i bordi e aggiungeteli all’altra metà del panetto che avete ancora da parte. Con una rondella tagliapasta a lama liscia, ricavate dei quadrati 10×10 cm 23, quindi prendete in mano ciascun quadratino di impasto, fate scorrere i pollici dal centro verso l’esterno per allargarlo leggermente e delicatamente; nel mezzo sistemate un cilindro in acciaio che in modo che vada da un angolo all’altro 24. 

Avvolgete un lembo di pasta sul cilindro, spennellate con l’uovo rimasto l’altro lembo 25 prima di congiungerlo con l’altro 26. Formate il primo cannolo e continuate cosi con tutto l’impasto 27. È importante che i cannoli restino un po’ a seccarsi all’aria prima di cuocere.

Scaldate l’olio fino a raggiungere la temperatura di 180° (da misurare con un termometro da cucina). Iniziate a friggere i cannoli uno alla volta, posizionandoli su una schiumarola 28 e tenendoli immersi per qualche istante 29. In questo modo non toccheranno il fondo della pentola e non si brucieranno. Ci vorrà meno di 1 minuto, girateli di continuo. Scolate i cannoli, utilizzando una pinza 30

e trasferiteli su un vassoio foderato con carta da cucina 31. Poi lasciate che intiepidiscano prima di estrarre il cilindro 32; per farlo sarà sufficiente schiacciarlo leggermente, le due sfoglie metalliche tenderanno a rientrare. Quindi fate un leggero movimento in direzione opposta al senso di chiusura del cono e sfilate delicatamente. A questo punto i gusci dei cannoli sono pronti, teneteli da parte fino a farli raffreddare completamente 33 e nel frattempo preparate la farcitura. 

Setacciate la ricotta in una ciotola 34, Versate lo zucchero 35 e lavorate il composto con una spatola 36. 

Dopodiché aggiungete anche le gocce di cioccolato 37 e mescolate ancora 38. Trasferite in un sac-à poche 39 

e utilizzatelo per farcire i cannoli 40. Se lo gradite, guarnite con granella di pistacchi, scorze d’arancia candite o ciliegine e spolverizzate con lo zucchero a velo 41, prima di servire i vostri cannoli 42. 

CONSERVAZIONE

Consigliamo di farcire i cannoli al momento. La crema si può conservare in frigorifero per un paio di giorni. I gusci dei cannoli si possono conservare a temperatura ambiente per 4-5 giorni, coperti con un canovaccio. 

CONSIGLIO

Per non avere scarto abbiamo realizzato dei cannoli con dei quadrati di impasto. Se preferite potete utilizzare un coppapasta tondo, sempre da 10 cm, per ottenere la classica forma. 

In alternativa alle gocce di cioccolato potete utilizzare dei canditi a pezzetti. Se invece cercate una versione ancora più golosa potete spennellare l’interno dei cannoli con il cioccolato fuso. Basterà lasciarlo solidificare prima di farcirli. 

Ravazzate siciliane

Ravazzate siciliane

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE RAVAZZATE SICILIANE

Per preparare le ravazzate siciliane iniziate con l’impasto. Setacciate la farina e versatela in una planetaria munita di gancio 1. Unite lo zucchero 2 ed il lievito di birra disidratato 3.

Iniziate ad impastare a velocità bassa e mentre impastate aggiungete l’acqua a temperatura ambiente a filo 4 e quando l’acqua sarà assorbita unite anche il sale 5. Poi aggiungete lo strutto, un pezzetto alla volta avendo cura di aggiungere un altro pezzetto solo quando il precedente si sarà assorbito completamente 6.

Quando l’impasto si sarà incordato al gancio e si staccherà dai bordi della planetaria 7, trasferitelo su una spianatoia 8. Lavoratelo con le mani per dare una forma sferica all’impasto e trasferitelo su una ciotola 9. Lasciatelo lievitare per circa 4 ore alla temperatura di 28-30°C, coperto da una copertina pulita oppure in forno spento con luce accesa.

Nel frattempo passate alla preparazione del ragù cominciando dal soffritto. Tritate finemente cipolla, carote e sedano. Quindi prendete una padella antiaderente per fare il soffritto del vostro ragù e versate il trito di cipolla 10, carote 11 e sedano 12. Mescolate con una spatola o con un cucchiaio di legno gli ingredienti per uniformarli e consentire una cottura uniforme.

A questo punto unite al soffritto anche la carne trita 13. Quindi prendete un tagliere e private la salsiccia del budello che la avvolge 14. Poi schiacciate leggermente la salsiccia con una forchetta 15 e raccoglietela in una ciotolina.

Unite ora anche la salsiccia al soffritto 16 e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 5 minuti avendo cura di mescolare con una spatola per consentire una cottura uniforme. Sfumate poi con il vino bianco 17 e lasciate evaporare. Ora in una ciotola a parte sciogliete con un filo d’acqua il concentrato di pomodoro 18.

Dopodichè unite il concentrato di pomodoro in padella 19 continuando a mescolare bene con una spatola per amalgamare gli ingredienti. Aggiustate quindi di sale e pepe. Unite quindi le foglie di alloro 20 e lasciate cuocere con il coperchio per 30 minuti circa a fuoco lento. Poi aggiungete anche i piselli 21 e continuate a cuocere per altri 10 minuti.

Una volta cotto i ragù aiutandovi con delle pinze da cucina togliete le foglie di alloro 22 e trasferite il ragù su un contenitore di vetro per raffreddare a temperatura ambiente 23. Quando si sarà raffreddato trasferite in frigo (il ragù per farcire le ravazzate deve essere freddo). Trascorse le 4 ore di lievitazione riprendete l’impasto e maneggiatelo su un piano di lavoro per dare la forma di un filoncino 24.

Ricavate dal filone dell’impasto 13 pezzi dal peso di 65 g l’uno e formate delle palline con le mani 25. Prendete quindi un vassoio e, dopo averlo foderato con carta forno, adagiatevi le palline 26. Lasciate lievitare per circa 1 ora alla temperatura di 28-30°C. Quando le palline saranno lievitate schiacciatele leggermente facendo pressione con le dita 27 formando una sorta di piccolo disco.

Ora andate a riempire le vostre ravazzate. Con un cucchiaio adagiate al centro del disco del ragù ormai freddo 28 e richiudetelo congiungendo i bordi e schiacciando leggermente con i polpastrelli 29. Quindi richiudete anche gli altri bordi fino a formare una sorta di sacchettino 30.

Quando sarà ben sigillato lavoratelo per dargli una forma sferica 31. Ripetete l’operazione fino a riempire tutte le palline di impasto. Riponete le ravazzate ben distanziate tra loro su una teglia foderata con carta forno, con la parte della chiusura adagiata sul fondo 32. In una ciotolina a parte rompete un uovo e spennellatele le palline di impasto. Quindi decorate con i semi di sesamo ed infornate a forno statico preriscaldato a 200°C per 20 minuti (oppure in forno ventilato a 180°C per 10 minuti). Sfornate 33, lasciate intiepidire leggermente e gustate le vostre ravazzate siciliane!

CONSERVAZIONE

Le ravazzate siciliane possono essere conservate in frigorifero per 2-3 giorni. Prima di servire, scaldate leggermente. Possono essere congelate una volta cotte se avete utilizzato solo ingredienti freschi.

Il ragù può essere conservato in frigorifero, chiuso in un contenitore ermetico, per al massimo 2-3 giorni. E’ possibile congelare il ragù se avete utilizzato solo ingredienti freschi.

CONSIGLIO

Il trucchetto per una buona riuscita della ravazzate siciliane sta nella temperatura del ragù: questo deve essere ben freddo e compatto per evitare che durante la cottura si sprigioni ulteriore liquido ed il ripieno fuoriesca.

Se non volete utilizzare il concentrato di pomodoro vi suggerisco di aggiungere nel ragù mentre cuoce della fecola di patate o amido di mais per rendere il ragù più compatto ed evitare la sua fuoriuscita durante la cottura.

CURIOSITÀ

Luoghi cult dello spuntino e delle prelibatezze locali da portare in tavola, le rosticcerie siciliane hanno dato vita a molte preparazioni. Tra esse si trovano ravazzate rizzuole ed iris che sono diventate così popolari da esserne divenute simbolo ed identificate con essa. La preparazione tipica della rosticceria siciliana prevede un impasto farcito e poi cotto al forno o fritto per un ricco spuntino o piatto unico!

Cartocci siciliani fritti

Cartocci siciliani fritti

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I CARTOCCI SICILIANI FRITTI

Per preparare i cartocci fritti iniziate dal ripieno che dovrà riposare in frigorifero circa 4h. Scolate la ricotta per eliminare l’acqua in eccesso, poi setacciatela in un colino a maglie strette 1 schiacciando la ricotta con un mestolo e un leccapentola in modo da eliminare tutti i grumi e ottenere una crema morbida, aggiungete lo zucchero 2 e mescolate bene aiutandovi con un mestolo fino ad ottenere un composto cremoso. Non aggiungete ora le gocce di cioccolato, ma solo alla fine, altrimenti si scioglieranno nel composto. Coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per 4 ore.

Ora preparate l’impasto: in una ciotola capiente mettete la farina setacciata insieme allo zucchero 4, aggiungete l’uovo intero 5 e sbattete leggermente con una forchetta. Sciogliete il lievito di birra secco (in alternativa potete utilizzare 12 g di lievito di birra fresco) in 125 ml di latte tiepido 6

e aggiungete anche questo all’impasto 7. Sciogliete lo strutto a bagnomaria o nel microonde e sciogliete anche il sale nei restanti 125 ml latte 8. Aggiungete il sale col latte e per ultimo lo strutto sciolto9. Impastate tutto con una forchetta e, se occorre, aggiungete la farina.

Quando l’impasto sarà più compatto iniziate ad impastare con le mani 10. Trasferite l’impasto su una spianatoia e continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio e sodo 11. Ci vorranno circa 15 minuti. Se disponete di una planetaria iniziate ad incorporare gli ingredienti con la foglia e poi sostituitela con il gancio per impastare. Ponete l’impasto in una ciotola e copritelo con la pellicola 12, lasciate lievitare in forno spento con la luce accesa per circa 2 h

o comunque fino a quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume iniziale 13. Ora prendete un vassoio che dovrà contenere i cartocci fritti, ricopritelo con un foglio di carta da forno e spennellate con l’olio la carta da forno 14. Prendete il tradizionale cannello per cannoli 15;

se non disponete dei tradizionali cannelli di latta vuoti all’interno, potete realizzare dei cannelli arrotolando un foglio di carta di alluminio largo circa 12 cm 16 fino a raggiungere un diametro di 2 cm 17. Trascorso questo tempo dividete l’impasto in pezzetti da circa 70 g l’uno e formate con le mani un cordoncino di 30 cm di lunghezza 18.

Prendete il cordoncino e arrotolatelo sul cannello sovrapponendo le estremità in modo da fissare la pasta 19 (potete usare un cannello tipo quello da cannolo oppure uno con i tagli dritti) cercando di fare almeno tre giri 20. Quando attorcigliate il cordoncino intorno al cannello non dovrete assolutamente tirare l’impasto, ma girarlo attorno al cannello con delicatezza e avendo l’accortezza di lasciare mezzo cm di spazio da una parte e dall’altra; durante la fase di lievitazione il cartoccio coprirà anche quello spazio. Ponete i cartocci sul vassoio foderato di carta forno e spennellato con l’olio 21. Coprite con la pellicola trasparente i cartocci e lasciateli lievitare ancora per circa 1 ora sempre in forno spento con la luce accesa.

Trascorso questo tempo i cartocci avranno aumentato il loro volume 22. Ora procedete con la frittura (i cartocci fritti non si possono cuocere in forno). Ponete l’olio di semi in una pentola alta del diametro di 22 cm e riscaldatelo (servirà circa 1 litro e mezzo di olio), è importante che la temperatura dell’olio non superi i 170°. Friggete i cartocci, immergendoli nella pentola con una pinza e rigirandoli spesso, toglieteli quando saranno bruni, ma non bruciati. Per ciascun cartoccio saranno sufficienti 6-7 minuti di cottura (23-24).

Metteteli su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso 25 e lasciateli intiepidire, estarete i cannelli facendoli ruotare leggermente. Prendete il ripieno di ricotta e incorporate ora le gocce di cioccolato 26. Trasferite il composto in una sac-à-poche munita di bocchetta stellata 27,

farcite i cartocci 28 e passateli nello zucchero semolato 29 per renderli ancora più gustosi. I vostri cartocci fritti sono ora pronti per essere gustati 30.

CONSERVAZIONE

Conservate i cartocci in frigorifero non più di un giorno chiusi in un contenitore ermetico.
Si sconsiglia la congelazione.

CONSIGLIO

Cartoccio mio, fatti capanna: la farcitura sarà la vostra tela! Sbizzarritevi e scegliete gli ingredienti che più vi piacciono! Qualche suggerimento: potete sostituire le gocce di cioccolato con i canditi e la ricotta di pecora con quella vaccina, dal gusto più delicato.

Pasta alla Norma

Pasta alla Norma

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA PASTA ALLA NORMA

Per preparare la pasta alla norma come prima cosa lavate e asciugate bene la melanzana, spuntatela 1. Tagliatela a fette di circa 8 mm 2 e trasferitele in uno scolapasta 3.

Cospargetele con il sale 4 e lasciate spurgare per almeno 15 minuti. Nel frattempo occupatevi dei pomodori: lavateli eliminando il picciolo 5. Tagliateli a metà 6.

Trasferite in un tegame con un pizzico di sale 7, 3 spicchi d’aglio (potete anche ridurre se non lo preferite, ma caratterizza la pasta alla Norma) 8 e un mazzetto di basilico 9.

Lasciate cuocere per 30 minuti senza aggiungere nulla a fiamma bassa, i pomodori rilasceranno la loro acqua 10. Trascorsi i 30 minuti eliminate aglio e basilico. Trasferite i pomodori in un passaverdure a maglia finissima 12 e passateli.

Una volta che avrete ottenuto la vostra passata 13 trasferite in una padella, unite ancora uno spicchio d’aglio 14 e un rametto di basilico 15. Lasciate cuocere altri 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Potete sciacquare bene le melanzane, tamponarle con carta da cucina. Poi versate l’olio extravergine in una pentola dai bordi alti e portatelo ad una temperatura di circa 170-180°°. Immergete poche melanzane per volta nell’olio 16 e giratele di tanto in tanto. Ci vorranno alcuni minuti perchè risultino ben dorate 17. A questo punto scolatele con una pinza e trasferitele su un vassoio foderato con carta da cucina 18. Continuate a friggere le melanzane e nel frattempo ponete sul fuoco una pentola colma d’acqua, che servirà per la cottura della pasta. 

Quando il sugo sarà piuttosto denso, eliminate il basilico 19, aggiungete un cucchiaio dell’olio della frittura delle melanzane 20 e un filo d’olio a crudo 21.

Cuocete la pasta al dente 22, scolatela e trasferitela nel sugo 23. Saltate velocemente per condire 24.

Trasferite la pasta nei piatti, aggiungete le melanzane fritte 25, abbondante grattugiata di ricotta di pecora salata 26, una fogliolina di basilco e servite la vostra pasta alla Norma 27!

CONSERVAZIONE

Consigliamo di consumare la pasta alla norma al momento.

CONSIGLIO

Se la salsa dovesse risultare un po’ acida aggiungete un cucchiaino raso di zucchero!

COME PREPARARE LA PASTA ALLA NORMA PERFETTA?

La cuoca Melina del ristorante U Fucularu ci ha spiegato i semplici segreti di una pasta alla Norma come tradizione vuole:

Il pomodoro da utilizzare sarebbe il costoluto catanese, vanno bene anche altre tipologie come…

E’ molto importante passarlo con un passa verdure a maglia molto fine per un risultato vellutato.

Il formato di pasta si può scegliere tra sedanini, fusilli, spaghetti… la pasta fresca sarebbe meglio ma si può utilizzare la pasta secca come abbiamo fatto anche noi.

L’aglio da il tipico sapore alla pasta alla Norma, volendo si possono ridurre il numero di spicchi

Le melanzane possono essere tagliate tonde, a cubetti, ma la versione tradizionale le vuole a fette.

Un goccino appena di olio di frittura delle melanzane aggiunto alla passata è il segreto per una Norma dal gusto strepitoso!

Arancini di riso

Arancini di riso

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI ARANCINI DI RISO

Per preparare gli arancini di riso, iniziate lessando il riso in 1,2 l di acqua bollente salata 1, in modo da far si che, a cottura avvenuta, l’acqua sia stata completamente assorbita (questo permetterà all’amido di rimanere tutto in pentola e otterrete un riso molto asciutto e compatto). Fate cuocere per circa 15 minuti, poi sciogliete lo zafferano in pochissima acqua calda e unitelo al riso ormai cotto 2. Unite anche il burro a pezzetti 3.

Unite il formaggio grattugiato 4, mescolate bene per amalgamare il tutto, dopodiché  versate e livellate il riso su un vassoio ampio e basso 5 e copritelo con la pellicola, per farlo rafferddare completamente, la pellicola eviterà che la superficie del riso si secchi. Lasciate riposare il riso per un paio di ore fuori dal frigorifero. Intanto dedicatevi al ripieno al ragù: mondate e affettate finemente la cipolla  6

Fate stufare la cipolla tritata in un tegame con 2 cucchiai d’olio e il burro 7, poi unite la carne macinata 8; fatela rosolare a fuoco vivace, quindi aggiungete il vino 9 e lasciatelo sfumare.

A questo punto aggiungete la passata di pomodoro 10, aggiustate di sale e di pepe a piacere e fate cuocere a fuoco lento coperto per almeno 20 minuti. A metà cottura, aggiungete i piselli (11-12) (se necessario potete aggiungere pochissima acqua calda perchè il ragù dovrà risultare ben rappreso e non liquido).

Mentre i piselli si cuociono tagliate a cubetti il caciocavallo 13, il prosciutto cotto 14 e la mozzarella 15. Avrete così pronti tutti i ripieni.

Una volta che il riso si sarà raffreddato completamente (ci vorranno almeno un paio di ore), potrete formare gli arancini, per aiutarvi nella formazione tenete vicino una ciotola colma di acqua così da potervi inumidirvi le mani. Prelevate un paio di cucchiai di riso per volta (circa 120 gr di riso), schiacciate il mucchietto al centro del mano formando una conca 16 e versateci all’interno un cucchiaino di ripieno al ragù 17, aggiungete qualche cubetto di caciocavallo 18.

Quindi richiudete la base dell’arancino con il riso 19 e modellatelo dandogli una forma a punta 20: potete dare questa forma a tutti gli arancini farciti con il ragù. Mentre per il ripieno al prosciutto, farcite ciascun arancino (formato circa da 130 gr di riso) con dadini di prosciutto e mozzarella 21. Il ripieno con questo tipo di ripieno viene tradizionalmente detto “al burro”.

e modellateli dandogli una forma rotonda 22. Ora che avete tutti gli arancini pronti 23, preparate la pastella: in una ciotola versate la farina setacciata, un pizzico di sale e l’acqu a filo 24. Mescolate accuratamente con una frusta per evitare che si formino grumi.

Quindi tuffate gli arancini, uno ad uno, nella pastella 25 avendo cura di ricoprirli interamente 26 e rotolateli nel pangrattato 27.

In un pentolino scaldate l’olio e portatelo alla temperatura di 170°, a quel punto friggete un arancino alla volta o massimo due 28 per non abbassare la temperatura dell’olio: quando saranno ben dorati potrete scolarli 29 ponendoli su un vassoio foderato con carta assorbente 30. Mi raccomando: gustate gli arancini di riso ben caldi!

CONSERVAZIONE

Potete conservare gli arancini di riso cotti in frigorifero per un paio di giorni.
In alternativa potete preparare il riso il giorno prima, coprirlo con la pellicola trasparente e lasciarlo riposare per una notte in frigorifero per tutta la notte.
Si possono congelare crudi se avete utilizzato tutti ingredienti freschi non decongelati e friggere all’occorrenza direttamente da congelati. In questo caso consigliamo di farli leggermente più piccoli in modo che si cuociano in maniera maggiormente uniforme.

CONSIGLIO

Se volete, potete sostituire il caciocavallo con pecorino fresco, provola o mozzarella.

CURIOSITÀ

L’arancino di riso, che deve il suo nome alla somiglianza estetica con l’arancia, è un prodotto tipico di Messina e Palermo, ma si prepara secondo la tradizione in tutta la Sicilia.
Secondo alcuni, gli arancini sarebbero nati ad opera delle monache nei conventi, per altri all’interno delle ricche case baronali, mentre più praticamente, c’è chi li farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi venivano sapientemente riciclati con fantasia e gusto.

Caponata

Caponata

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA CAPONATA

Per realizzare la caponata per prima cosa mondate la cipolla e affettatela finemente 1. Spuntate il sedano e tagliatelo a rondelle 2. Dividete a metà le olive verdi ed eliminate il nocciolo interno 3.

Lavate e asciugate le melanzane, spuntatele e poi tagliatele a pezzetti di circa 2,5 cm 4. Fate lo stesso con i pomodori 5. Scaldate una padella e tostate qui i pinoli per pochi minuti 6

finché non saranno dorati 7. Ora riprendete le vostre melanzane: ponete l’olio di oliva in un tegame dal bordo alto e scaldatelo, versate quindi poche melanzane per volta e friggetele per qualche minuto 8. Una volta che saranno dorate, scolate con la schiumarola e adagiatele su un vassoio rivestito con carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso 9, poi tenete da parte.

In un tegame ampio versate un generoso giro di olio di oliva, scaldatelo e poi versate la cipolla 10. Soffriggete per bene finché la cipolla non sarà appassita, quindi aggiungete il sedano 11; lasciate rosolare bene anche questo e poi unite i capperi 12,

le olive 13, i pinoli tostati 14 e i pomodori 15.

Fate rosolare qualche istante, poi coprite con il coperchio 16 e cuocete a fiamma dolce per 15-20 minuti. Intanto preparate la salsa agrodolce: in un bricchetto versate l’aceto, il concentrato di pomodoro 17 e lo zucchero 18.

Mescolate per bene con un cucchiaino 19 e, una volta trascorsi i 15-20 minuti di cottura, salate e versate la salsa nel tegame 20. Mescolate, alzate la fiamma e rimestate fino a quando non sarà evaporato il sentore di aceto. Spegnete la fiamma, aggiungete le melanzane fritte 21

e profumate con abbondante basilico 22. Mescolate per bene il tutto 23, trasferite la caponata in una pirofila e riponete in frigo poiché la particolarità della caponata è che va servita fredda oppure a temperatura ambiente: il giorno dopo sarà ancora più buona 24!

CONSERVAZIONE

La caponata può essere conservata per 2-3 giorni al massimo avendo cura di porla in frigorifero in un contenitore di vetro coperto con pellicola. Prima di servirla però riportatela a temperatura ambiente, tenendola fuori dal frigo per un paio di ore!

CONSIGLIO

A Palermo vi capiterà di mangiare la caponata insieme a dei moscardini infarinati e fritti; un’altra comune variante consiste nell’aggiungere dei filetti di peperone dolce, che friggerete insieme alle melanzane. Provate anche voi!

CURIOSITÀ

Sulla caponata c’è una gran disputa a proposito del nome: alcuni lo fanno derivare dalla parola Capone che nel dialetto siciliano indica il pesce lampuga, un pesce dalle carni magre e pregiate servito sulle tavole aristocratiche e condito in agrodolce. Il popolo, che non aveva a disposizione questo pesce o non poteva permetterselo, trovò che le melanzane fossero un ottimo sostituto, dando così vita alla ricetta della caponata. Altri riconducono il termine Caponata alla parola latina Caupona – Cauponium che significa osteria. L’osteria in effetti si può ricondurre al luogo di ritrovo di tutti i marinai che, al rientro dal lavoro, andavano a rifocillarsi con un bicchiere di vino accompagnato da cibo povero ma saporito, che ricorda questa preparazione. Questo piatto antico è diffuso in tutto il Mediterraneo e conosce numerose varianti; pensate che solo in Sicilia si contano almeno 37 versioni!

Pizzicotti di pasta di mandorle

Pizzicotti di pasta di mandorle

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I PIZZICOTTI DI PASTA DI MANDORLE

Per preparare i pizzicotti di pasta di mandorle, versate le mandorle intere pelate in un mixer dotato di lame d’acciaio 1, aggiungete lo zucchero 2 e tritate per ridurle in polvere. A questo punto unite gli albumi 3,

la scorza di limone grattugiata 4 e l’aroma di mandorle 5. Lavorate il composto con il mixer fino ad ottenere un impasto morbido ma compatto 6.

Trasferite l’impasto in una ciotola, bagnatevi leggermente le mani e formate delle palline da circa 30 g l’una 7: dovreste ottenere 18 palline di questa dimensione 8. Ricoprite ogni pallina con lo zucchero a velo che avrete versato in una ciotola a parte 9.

Posizionate le palline ricoperte di zucchero su un vassoio foderato con carta forno e pizzicate la sommità stringendola tra le tre dita: indice, medio e pollice 10. Quando tutti i pizzicotti saranno pronti, lasciateli riposare in frigorifero per almeno 5 ore o anche tutta la notte. Trascorso il tempo di riposo, trasferite il tutto su una leccarda e cuocete in forno ventilato sul ripiano medio a 180° per circa 12 minuti, fino a che non saranno leggermente dorati 11. Una volta raffreddati, i vostri pizzicotti di pasta di mandorle sono pronti per essere assaggiati 12!

CONSERVAZIONE

I pizzicotti di pasta di mandorle si possono conservare a temperatura ambiente per circa una settimana, all’interno di un sacchetto per alimenti o di una scatola per biscotti con chiusura ermetica. Si sconsiglia la congelazione.

CONSIGLIO

Se possibile, preparate l’impasto il giorno prima e lasciatelo in frigorifero tutta la notte: in questo modo i pizzicotti non rischieranno di perdere la forma durante la cottura. Se desiderate un sapore più deciso e naturale, sostituite l’aroma di mandorle con una mandorla armellina da inserire nell’impasto durante la lavorazione!

Pesce spada alla siciliana

Pesce spada alla siciliana

PRESENTAZIONE

Per la ricetta di oggi abbiamo deciso di ispirarci a 4 ingredienti tipici della bellissima Isola del Sole: pesce spada, pomodorini, olive e pinoli. Proprio grazie a questi abbiamo preparato un irresistibile pesce spada alla siciliana. Un secondo piatto tipico della bella isola del Mediterraneo, più precisamente della città di Messina dov’è anche conosciuto come pesce spada alla messinese. Il sughetto, in dialetto “ghiotta” o “agghiotta” è perfetto per accompagnare le gustose carni del “piscispata” (pesce spada), ma si presta benissimo anche per impreziosire svariati tipi di pesci e carni bianche come pollo o coniglio. Siamo sicuri che a questo punto vi è venuta una grande curiosità, perciò eccovi la nostra versione del buonissimo pesce spada alla siciliana!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE IL PESCE SPADA ALLA SICILIANA

Per preparare il pesce spada alla siciliana cominciate dai pomodorini. Staccateli dal rametto, sciacquateli e asciugateli, dopodiché tagliateli a metà 1. In una padella capiente versate l’olio e fate insaporire uno spicchio d’aglio intero già sbucciato 2. Dopo un paio di minuti potrete versare i pomodorini tagliati 3.

Spolverizzate con un pizzico di sale e un po’ di origano e fate cuocere per una decina minuti 4. Nel frattempo potete occuparvi delle olive denocciolate, tagliatele a rondelle di pochi millimetri 5. Quando avrete finito aggiungete al sughetto 6.

Eliminate lo spicchio d’aglio 7 e poi aggiungete anche il pesce spada 8 lasciandolo cuocere per un paio di minuti su un lato 9.

Rigirate dall’altro 10, coprite con il coperchio e cuocete per altri 2-3 minuti 11; a fine cottura spolverizzate il tutto con un pizzico di pepe nero 12.

Nel frattempo che il pesce spada cuoce, potete versare i pinoli in padella e tostarli per qualche istante a fiamma viva facendo attenzione che non brucino, quindi mescolate spesso 13. Quando il pesce spada sarà cotto sistematelo in un piatto da portata e unite i pinoli 14. Il vostro pesce spada alla siciliana è pronto, servitelo ancora fumante e… buon appetito 15!

CONSERVAZIONE

È consigliabile consumare subito il pesce spada alla siciliana, ma se lo preferite potrete conservarlo in un recipiente di vetro, con chiusura ermetica, fino a 2 giorni in frigorifero.

Se avete utilizzato ingredienti freschi potete congelare il tutto.

CONSIGLIO

Questo è un piatto tradizionale e ogni famiglia conserva la sua versione. Personalizzatelo fino a trovare la versione che più vi piace! In Sicilia qualcuno lo prepara come abbiamo fatto noi, qualcuno invece aggiunge altri ingredienti come capperi e uvetta sultanina.
Gli amanti dei sapori intensi invece a fine cottura ripassano il tutto in forno per far amalgamare meglio i sapori ed i profumi!

Sfincione palermitano

Sfincione palermitano

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LO SFINCIONE PALERMITANO

Per preparare lo sfincione palermitano cominciate dall’impasto. In una planetaria munita già di gancio versate la farina setacciata, il lievito disidratato 1 e il malto 2, azionate a velocità media e versate l’acqua tiepida a filo 3.

Lavorate l’impasto per almeno 10 minuti o fin quando non sarà completamente incordato al gancio. Poi versate anche 35 grammi di olio a filo 4 e lasciate andare ancora finché l’impasto non sarà nuovamente incordato e quindi l’olio sarà stato completamente assorbito. Infine unite il sale 5 mentre la planetaria è ancora in funzione. L’impasto incordato 6 è pronto per essere trasferito su un piano da lavoro leggermente infarinato.

Lavoratelo brevemente con le mani 7 e formate una sfera 8 che poi trasferirete in una ciotola coperta con pellicola trasparente 9, lasciando lievitare in forno spento con luce accesa per almeno 3 ore o fin quando non avrà raddoppiato di volume.

Intanto che l’impasto lievita occupatevi del condimento. Quindi mondate e affettate una cipolla 10, se preferite un sapore più delicato eliminate la parte verde interna. Versate la cipolla a rondelle in un tegame capiente insieme a 20 g di olio e stufate a fiamma molto bassa aggiungendo anche 50 grammi d’acqua 11. Cuocete per una decina di minuti e poi unite i pelati 12.

Aggiustate di sale e di pepe 13 e lasciate cuocere per 30 minuti, mescolando di tanto in tanto 14. Non appena il sugo sarà pronto fate raffreddare a temperatura ambiente 15; una volta freddo potrete tenerlo anche in frigorifero.

Nel frattempo tagliate a cubetti il caciocavallo e tenete da parte 16. Poi tostate il pan grattato in una padella con 20 grammi di olio 17 e cuocete per qualche minuto mescolando spesso 18.

Ungete una teglia da 40×32 con 10 grammi d’olio 19. Riprendete l’impasto ormai lievitato 20 e versatelo nella teglia 21.

Aiutatevi con le dita per stenderlo accuratamente 22 distribuendo l’impasto su tutta la superficie. Lasciatelo lievitare ancora per 30 minuti sempre in forno spengo ma con la luce accesa 23. Riprendete la teglia e distribuite il pecorino grattugiato ed il caciocavallo insieme ai filetti di alici, scolati dall’olio di conservazione, che potrete spezzettare a mano 24.

Versate poi il sugo di pomodoro, aiutandovi con un cucchiaio per distribuirlo per bene 25 e infine cospargete la superficie con l’origano ed il pangrattato tostato 26. Cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 50 minuti 27.

Una volta cotto 28, adagiate su un tagliare e dividetelo in pezzi con l’aiuto di un coltello con lama seghettata 29 ed il vostro sfincione palermitano è pronto per essere gustato 30!

CONSERVAZIONE

Lo sfincione palermitano si può conservare coperto in frigorifero per 2 giorni, prima di servirlo scaldatelo in forno per pochi minuti. Una volta cotto potrete anche congelarlo, l’importante è che sia completamente freddo. Per scongelarlo potrete lasciarlo a temperatura ambiente fino a completo scongelamento.

CONSIGLIO

“Ho un problema: il tempo!” Se volete potete lasciare lievitare per una notte l’impasto in frigorifero, sempre coperto con pellicola. Il giorno dopo riprendete l’impasto e lasciatelo acclimatare per 2 ore prima di stenderlo in teglia. Se avete la fortuna di avere il caciocavallo siculo, assicuratevi che sia ragusano!
Se volete rendere di un rosso più acceso il sugo aggiungete 30 grammi di concentrato.

CURIOSITÀ

Lo sfincione, in siciliano sfinciuni o spinciuni, è un prodotto tipico che è stato inserito nella lista PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani). Quest’impasto sofficissimo viene dal greco, significa “spugna” e dal latino “spongia” e sta ad indicare proprio la sua incredibile morbidezza. Sono molte le storie che si raccontano sulla sua nascita, che resta comunque incerta, quella che però sembra essere più veritiera vuole che lo sfincione sia nato per opera delle suore del monastero di San Vito.

Parmigiana di melanzane

Parmigiana di melanzane

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA PARMIGIANA DI MELANZANE

Per preparare la parmigiana di melanzane cominciate dal sugo. Pulite e tritate la cipolla 1, versatela in un tegame dove avrete scaldato l’olio (che copra il fondo). 2. Lasciatela rosolare per un paio di minuti mescolando spesso per non farla bruciare, poi unite la passata di pomodoro 3.

Regolate di sale e versate le foglie di basilico 5, sciacquate il recipiente con poca acqua e versatela in pentola quindi lasciate cuocere a fuoco dolce per 45-50 minuti 5. Nel frattempo tagliate a cubetti il fiordilatte tenendone da parte un pezzo che servirà alla fine 6.

Mettete a scolare i cubetti in uno scolapasta messo in una ciotola 7, coprite con pellicola e mettete da parte: questo procedimento serve a far colare il siero in eccesso 8. A questo punto passate alle melanzane, pulitele e spuntatele 9.

Affettate per il senso della lunghezza ottenendo delle fette spesse di 4-5 mm 10. Quando avrete finito friggete le melanzane in olio già caldo 170° immergendo pochi pezzi alla volta 11, non appena saranno leggermente dorate scolate su vassoio con carta assorbente 12.

Quando sul vassoio sarà finito lo spazio mettete altra carta assorbente 13 e mettete a scolare le altre melanzane fritte 14. In ultimo passate alla composizione, iniziate versando un po’ di sugo in una pirofila da 20×30 cm 15. 

Formate il primo strato disponendo le fette di melanzane 16, versate il sugo di pomodoro 17, spalmatelo e distribuite dei cubetti di fiordilatte 18.

Spolverizzate con il Parmigiano grattugiato 19 e delle foglie di basilico 20. Ricominciate aggiungendo il sugo di pomodoro 21 e le melanzane, che andranno adagiate in senso contrario. 

E poi ancora i formaggi 22 e le foglie di basilico. Andate avanti così fino ad arrivare all’ultimo strato di melanzane 23 e che andrete a condire, ancora una volta, con sugo e il fiordilatte che avete tenuto da parte, da spezzettare a mano 24.

Finite con il Parmigiano grattugiato 25 e infornate in forno statico, già caldo a 200°, per circa 30 minuti 26. Trascorso il tempo di cottura lasciate riposare per 15-20 minuti prima di servire la vostra parmigiana di melanzane 27.

CONSERVAZIONE

Conservate la parmigiana di melanzane in frigorifero coperta con pellicola trasparente per 1-2 giorni.

Si può congelare dopo la cottura, magari già divisa in porzioni, e scongelare in frigorifero all’occorrenza prima di scaldarla.

CONSIGLIO

Le melanzane perfette per questa ricetta sono grandi, ovali, di un bel viola scuro e lucido e, al tatto, devono risultare sode – né troppo dure né troppo molli. Ma anche quelle lunghe napoletane vanno bene.

Il passaggio di far spurgare le melanzane non è necessario per via delle caratteristiche delle varietà di melanzane che si trovano oggi giorno, molto meno amare che in passato. Ma se preferite potete farlo, ricordando di sciacquarle bene proma dell’impiego.

Per quanto riguarda le varianti: c’è chi le melanzane le infarina o le passa nelle uova, oppure fa entrambe le cose.

Per la scelta dei formaggi invece potete optare per del caciocavallo, come si fa in Sicilia, o in Calabria.

Qualcuno inoltre potrebbe voler fare una deliziosa aggiunta come le uova sode a fette.

Anelletti al forno con melanzane

Anelletti al forno con melanzane

PRESENTAZIONE

Confessiamolo: a chi non viene l’acquolina in bocca alla vista di un fumante timballo di anelli siciliani? Se poi ci aggiungiamo un gustoso condimento a base di pomodoro e melanzane, è impossibile resistere! Per la ricetta di oggi ci siamo lasciati travolgere dalla tradizione culinaria siciliana che ha ispirato la nostra versione degli anelletti al forno con melanzane, un primo piatto sostanzioso che racchiude tutto il calore di questa meravigliosa terra baciata dal sole. Il particolare formato di pasta, gli ,anelli siciliani è ideale per raccogliere questo delizioso condimento dove una cascata di melanzane si sposa con il gusto intenso del sugo al pomodoro. Già vi immaginiamo, felici della vostra creazione quando lo disporrete al centro della tavola per una cena con amici: sarà una lotta all’ultima forchetta!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE GLI ANELLETTI AL FORNO CON MELANZANE

Per preparare gli anelletti al forno con melanzane iniziate prendendo una padella antiaderente dal fondo largo: versatevi l’olio in cui farete rosolare uno spicchio di aglio 1; quando sarà dorato eliminatelo 2. Una volta insaporito l’olio, versatevi la passata 3, regolando di sale e pepe.

Fate cuocere a fuoco basso per circa 25-30 minuti, insaporendo con delle foglioline di basilico precedentemente sciacquate e spezzettate grossolanamente 4. Mentre il sugo di pomodoro cuoce, tagliate a cubettini di 0,5 cm il caciocavallo 5 e tenete da parte. Poi dedicatevi alle melanzane: lavatele, asciugatele e spuntatele. Tagliatele a fettine di 0,5 cm di spessore seguendo il lato lungo 6,

quindi ottenetene dei cubettini 7. Prendete poi un tegame dai bordi alti e portate a 180°C l’olio. Versatevi le melanzane 8 e friggetele fino a che non saranno dorate. Scolatele con una schiumarola 9

e trasferitele su un vassoio foderato con carta forno per scolare l’olio in eccesso 10. Ora lessate la pasta in un tegame con abbondante acqua salata 11: quando sarà al dente trasferitela nel tegame con il sugo di pomodoro ormai cotto 12.

Mescolate bene la pasta al condimento 13 e fate cuocere a fuoco lento per circa 2 minuti. Spegnete quindi il fuoco e aggiungete le melanzane 14, poi il caciocavallo 15.

Mescolate bene gli ingredienti per amalgamarli 16 Oliate adesso una teglia di 26 cm diametro 17, aiutandovi con un pennello far aderire l’olio a tutta la superficie 18.

Versate il pangrattato 19 e spargetelo su tutta la superficie 20: ora riempite la teglia con la pasta e il condimento 21, avendo cura di livellare gli ingredienti.

Spolverizzate con del formaggio grattugiato 22 ed infornate in forno statico preriscaldato a 230°C per 5 minuti 23: si dovrà formare una leggera crosticina in superficie. Estraete la teglia dal forno e fate riposare alcuni minuti prima di servire i vostri anelletti al forno con melanzane 24!

CONSERVAZIONE

Consigliamo di consumare gli anelletti al forno con melanzane appena pronti. Se avanzano potete conservarli in frigorifero in contenitore chiuso ermeticamente per al massimo 1 giorno.

Sconsigliamo di congelare.

CONSIGLIO

Perché non sostituire il saporito caciocavallo con la mozzarella dal gusto più delicato? E se proprio non sapete resistere ai piatti succulenti vi suggeriamo un’idea a cui sarà impossibile resistere: aggiungete alla passata di pomodoro anche della carne trita!

Panelle

Panelle

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LE PANELLE

Per preparare le panelle come prima cosa versate la farina di ceci in una pentola capiente. Aggiungete il sale 1 e mescolate le polveri a secco. Ora versate l’acqua a filo, tenendone indietro una dose 2 e iniziate a mescolare con una frusta 3, in modo che no si creino grumi. Mescolate dal centro verso l’esterno.

Versate lentamente l’acqua rimasta 4, continuando sempre a mescolare 5. La consistenza in questo momento dovrà essere piuttosto liquida, ma sollevando il composto con un cucchiaio dovrà fare “il filo”. Spostate per un momento dal fuoco il tegame, il tempo di tritare  il prezzemolo grossolanamente: le foglie dovranno restare quasi intere 6.

Riponete nuovamente sul fuoco e riprendete a mescolare di continuo 7, quando inizierà ad addensarsi la farina, inizierà la vera e propria cottura, bisognerà mescolare con più energia. Ci vorranno circa 30 minuti perchè si arrivi al giusto grado di consistenza. A quel punto aggiungete il prezzemolo 8 e mescolate ancora per distribuirlo uniformemente 9.

Una volta ottenuto un composto omogeneo spegnete il fuoco 10. Prelevate un po’ di impasto e utilizzando una spatola stendetelo su un piano di marmo, sino ad ottenere uno spessore di 4-5 mm 11. Lasciate raffreddare leggermente, in questo modo sarà più semplice. Rifilate i bordi utilizzando un coltello o un tarocco 12.

Cercate di ottenere un rettangolo preciso alto circa 5 cm 13. Da questo ricavate quindi dei rettangolini larghi circa 10 cm 14. Ripetete quest’operazione stendendo di fianco altro impasto e realizzate così altre panelle 15. Con queste dosi ne otterrete circa 40.

Scaldate abbondante olio in un tegame. Immergete poche panelle per volta 16 e cuocetele fino a che non saranno dorate, girandole su entrambi i lati. Ci vorranno circa 3 minuti. In questo modo si formerà la classica “camicia” e risulteranno croccanti all’esterno e morbide dentro. Scolatele 17 e trasferitele su carta assorbente 18.

Proseguite in questo modo la cottura 19. Una volta fritte le panelle potrete scegliere se gustarle da sole o se utilizzarle per farcire i panini 20. In questo caso consigliamo di inserire 5 panelle per ciascun panino. Ad ogni modo consigliamo di gustarle ben calde 21!

CONSERVAZIONE

Le panelle non fritte si possono conservare in frigorifero, ben coperte per 2-3 giorni. E’ possibile anche congelarle per 1-2 mesi negli appositi sacchetti; in tal caso non ci sarà bisogno di scongelarle prima della cottura.

Una volta fritte consigliamo di consumare le panelle al momento.

CONSIGLIO

Consigliamo di versare l’acqua nella farina di ceci lentamente, in modo da ottenere la giusta consistenza. Ogni tipo di farina assorbe una quantità diversa.

Al posto del piano di marmo potete utilizzarne uno in acciaio, oppure utilizzare le classiche forme di legno.

L‘impasto non deve essere steso tutto subito sulla lastra di marmo o acciaio, ma poco alla volta in modo che si raffreddi nel modo giusto per un’ottima consistenza finale.

La “camicia” si forma grazie all’acqua contenuta nell’impasto, che scaldandosi con la cottura nell’olio crea del vapore, che fa alzare questa bolla. Questa è ancora più pronunciata se si utilizzano le forme di legno perchè avviene una vera e propria stratificazione.

I ritagli delle panelle si possono friggere ma non reimpastare. Con questi ritagli e con quello che viene raschiato dalla rimanenza del tegame si possono ottenere le buonissime rascature, tipiche della città di Palermo.

Cotoletta alla palermitana

Cotoletta alla palermitana

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA COTOLETTA ALLA PALERMITANA

Per preparare la cotoletta palermitana iniziate dalla carne. Se utilizzate il petto di pollo, private accuratamente il petto intero delle parti più grasse 1 e dell’osso centrale. Quindi con un coltello affilato ricavate delle fette di 1 centimetro circa. Poi battetele con l’apposito martelletto o un batticarne per ammorbidire la carne e ridurne lo spessore 2. Trasferite quindi le fette di carne su un piatto, spennellatele con l’olio da entrambe le parti e mettetele da parte mentre proseguite nella preparazione 3. Se preferite, potete utilizzare la carne di manzo, scegliendo le fettine più tenere come quelle di girello, scamone o cappello del prete in base ai vostri gusti.

Passate quindi a preparare la panatura: lavate il ciuffo di prezzemolo fresco. Asciugatelo e tritate finemente le foglie aiutandovi con una mezzaluna o un coltello 4. In una terrina capiente, mettete il pangrattato e aggiungete il prezzemolo tritato 5. Se gradite, potete aggiungere anche qualche fogliolina di menta fresca tritata. Quindi unite al composto anche il pecorino grattugiato 6.

Per insaporire la panatura, aggiungete il sale 7 e il pepe e mescolate il tutto. Ora potete riprendere la carne messa da parte e passarla nella panatura fetta dopo fetta, premendo bene con le mani per far aderire il composto (8-9).

Scaldate bene la griglia a fuoco medio e cuocete la carne per 10-15 minuti 10, rigirandola un paio di volte a metà cottura fino a che le fette di carne saranno ben grigliate da entrambe i lati 11. Se preferite, potete cuocere la cotoletta in forno statico preriscaldato a 190° per circa 15 minuti (se forno ventilato 170° per circa 10 minuti). La cotoletta alla palermitana sarà quindi pronta per essere servita caldissima 12. Potete grattugiare la scorza del limone non trattato e spremerne il succo prima di servirla, accompagnata con un’insalata, verdure croccanti o patate al forno a vostro gusto!

CONSERVAZIONE

La cotoletta alla palermitana può essere conservata cotta per 1-2 giorni in frigorifero, coperta da pellicola trasparente.
Si può conservare in frigo cruda per 1-2 giorni coperta da pellicola trasparente per cuocerla successivamente.
La cotoletta alla palermitana si può congelare cruda se si è utilizzata carne fresca e non decongelata; prima di cuocerla va scongelata in frigorifero la sera prima.

CONSIGLIO

Pollo o tacchino: a voi la scelta! Le cotolette palermitane sono buone comunque, anche aromatizzate con un goccio di limone (da aggiungere all’olio prima di spennellare le fettine)