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ecco a voi la pagina dedicata alle ricette della toscana

Castagnaccio alla toscana

Castagnaccio alla toscana

PRESENTAZIONE

Il castagnaccio, o baldino o pattona, è un dolce tipico preparato con la farina di castagne e arricchito con uvetta, pinoli, noci e rosmarino. Difficile stabilire l’esatta origine del castagnaccio. Noi abbiamo realizzato il castagnaccio alla toscana, ma questa ricetta è diffusa anche in Veneto, Piemonte, Lombardia… tutte regioni in cui la castagna è un ingrediente molto diffuso in cucina. Quello che accomuna tutte le varianti è l’origine contadina del castagnaccio: acqua, farina di castagne e rosmarino. Già nel ‘500 il castagnaccio era molto conosciuto e apprezzato tanto che un padre agostiniano lo cita in un suo scritto. Sembra che l’ideatore del castagnaccio sia stato proprio il toscano Pilade da Lucca che viene nominato nel “Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia et altri luoghi” scritto da Ortensio Orlando e pubblicato a Venezia nel 1553. Fu però a partire dall’800 che i toscani esportarono il castagnaccio nel resto d’Italia e proprio in questo periodo venne arricchito con uvetta, pinoli e rosmarino. Ogni famiglia custodisce la ricetta del castagnaccio, noi vi proponiamo la nostra!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE IL CASTAGNACCIO ALLA TOSCANA

Per preparare il castagnaccio alla toscana per prima cosa lavate l’uvetta sotto acqua fresca corrente e poi mettetela in ammollo per 10 minuti in una ciotola con acqua fredda per farla reidratare 1. Con un coltello tritate grossolanamente i gherigli delle noci 2 e poi sfogliate il rosmarino fresco 3.

Setacciate la farina di castagne in una ciotola capiente 4 e aggiungete i 650 g di acqua poco alla volta mescolando con una frusta a mano 5; quando avrete ottenuto un composto liscio e omogeneo, aggiungete le noci tritate e i pinoli interi 6, avendo cura di tenerne da parte una piccola quantità che vi servirà successivamente per cospargere la superficie del castagnaccio prima di infornarlo.

Dopo 10 minuti, strizzate e asciugate l’uvetta, quindi aggiungetela all’impasto 7, avanzandone sempre un piccola quantità; mescolate bene il composto 8 e infine aggiungete il sale 9.

A questo punto oliate una tortiera bassa tonda del diametro di 32 cm 10 e versate l’impasto livellandolo con l’aiuto di una spatola 11. Cospargete la superficie del castagnaccio con i pinoli, le noci e l’uvetta che avete tenuto da parte, distribuendoli in maniera uniforme 12.

Infine aggiungete anche gli aghi di rosmarino 13, l’olio a filo 14 e fate cuocere in forno statico preriscaldato a 195° per circa 35 minuti. Quando sulla superficie si sarà formata una crosticina con delle crepe e la frutta secca avrà preso un bel colore dorato, sfornate e lasciate raffreddare; a questo punto potete servire e gustare il castagnaccio alla toscana 15.

CONSERVAZIONE

Potete conservare il castagnaccio alla toscana coperto con un canovaccio fuori dal frigorifero per 3-4 giorni al massimo. Si sconsiglia la congelazione.

CONSIGLIO

Come tutti i piatti di tradizione, anche il castagnaccio ha un’antica ricetta alla quale rifarsi, la quale sostiene che due sono i fondamentali del castagnaccio: la teglia bassa (possibilmente di rame stagnato), e la farina, che dovrebbe essere quella di castagne, di buona qualità e molto fine in modo che possa sprigionare tutta la sua dolcezza. Alla preparazione infatti non si aggiunge zucchero.

CURIOSITÀ

Una romantica leggenda narra che le foglioline di rosmarino utilizzate per profumare il castagnaccio costituissero un potente elisir d’amore: il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l’avrebbe chiesta in sposa.

Spalla d’agnello farcita alla toscana

Spalla d'agnello farcita alla toscana

PRESENTAZIONE

La spalla d’agnello farcita alla toscana è un secondo piatto ricco e saporito, tipico della tradizione pasquale, molto gradito per la gustosità e il profumo genuino degli ingredienti. Questa pietanza deriva dalla tradizione contadina ed è una preparazione tipicamente Pasquale, che vi proponiamo in questa succulenta versione con un ricco ripieno di salsiccia sbriciolata, l’aggiunta di un trito di spezie saporite e verdure. L’agnello viene servito con una gustosa salsa di accompagnamento, perfetta per dare un tocco di cremosità. Un secondo piatto sostanzioso e nutriente perfetto per celebrare questa ricorrenza.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA SPALLA D’AGNELLO FARCITA ALLA TOSCANA

Per preparare la spalla d’agnello farcita alla toscana incominciate con il brodo di carne. Disossate la spalla di agnello ed eliminate tutto il grasso. Tagliate piuttosto grossolanamente il sedano, la carota e la cipolla 1 e ponetele in una pentola ampia insieme alle ossa. Fate cuocere a fuoco alto per 3-4 minuti, poi sfumate con il vino rosso 3. Versate l’acqua 4,

il sale 4 e il pepe e fate cuocere a fuoco lento per 1 ora. Nel frattempo occupatevi del ripieno. Tritate finemente la carota, il sedano e la cipolla; fateli appassire in un pentolino antiaderente con 30 g di olio d’oliva 5, mischiando con una spatola da cucina 6. Una volta pronte, spegnete e lasciate intiepidire.

Tritate finemente la salvia, l’aglio e un rametto di rosmarino 7. Prendete la salsiccia, tagliatela a metà con un coltello ed eliminate delicatamente il budello con le dita 8. Ponetela in un recipiente, schiacciatela con una forchetta e unite le verdure ormai tiepide 9.

Mettete la mollica in un mixer dotato di lame 10 e tritate il tutto 11, poi aggiungetela al composto di salsiccia e verdure 12

insieme ad un uovo e ad una parte del mix di aromi tritato 13. Regolate di sale e pepe 14 e mischiate per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Prendete la spalla di agnello e battetela bene col batticarne 15;

cospargetela con il trito di aglio e aromi che avete preparato 16, regolate di sale e pepe, poi distribuite il ripieno di carne e verdure in maniera uniforme 17. Con le mani arrotolate la carne 18

legatela con del filo incolore in modo che il ripieno non fuoriesca durante la cottura 19. In un tegame versare 30 gr di olio e lo spicchio d’aglio rimasto, adagiate la spalla di agnello 20 facendola dorare bene da entrambe le parti insieme ad un rametto di rosmarino, poi sfumate con il vino rosso 21.

Versate il brodo che avete preparato 22 e le verdure tagliate piuttosto grossolanamente (23-24).

Chiudete con un coperchio 25 e lasciate cuocere a fuoco piuttosto moderato per circa 1 ora aggiungendo del brodo, quando necessario. A cottura ultimata 26, mette in un recipiente alto il liquido di cottura insieme alle verdure 27

e frullate il tutto per ottenere una gustosa salsa di accompagnamento 28 che andrete a filtrare e scaldare per qualche minuto in un pentolino (29-30).

A questo punto togliete il filo della legatura 31 e tagliate la spalla d’agnello a fettine 32; disponete le fette su un piatto da portata irrorandole con la salsa di accompagnamento e servite la vostra spalla d’agnello farcita alla toscana ben calda 33.

CONSERVAZIONE

Potete conservare la spalla d’agnello farcita alla toscana in frigorifero per 3-4 giorni al massimo. Si può anche congelare se la carne è fresca.

CONSIGLIO

Se volete una salsa più densa , potete aggiungere 10 gr di amido di mais con del brodo freddo; poi portate a bollore per far addensare i tutto e servite!

Pappa al pomodoro

Pappa al pomodoro

PRESENTAZIONE

La pappa al pomodoro è un primo piatto povero di origine contadina, tipicamente toscano, per la precisione di Siena; preparato con pane toscano raffermo, pomodori pelati , aglio, basilico e abbondante olio extravergine di oliva, originariamente veniva realizzato come piatto di recupero del pane avanzato.

Ottima d’inverno come zuppa calda, la pappa al pomodoro è altrettanto invitante e gustosa d’estate a temperatura ambiente, da gustare irrorata con ottimo e abbondante olio extravergine d’oliva e foglie di basilico spezzettate.

Come spesso è accaduto  con i piatti semplici, poveri e di  recupero,  anche la pappa al pomodoro ha  subito delle piccole varianti applicate da ogni famiglia, in base ai gusti personali, come per esempio, l’aggiunta di un soffritto di cipolle o porri  oppure di cipolle, carote e sedano.

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA PAPPA AL POMODORO

Per preparare la pappa al pomodoro cominciate con la preparazione del brodo vegetale (per maggiori informazioni sulla preparazione del brodo vegetale . Quindi procedete con la preparazione della pappa al pomodoro preparando il pane toscano. Appogiandolo su un tagliere tagliate il pane a fettine sottili 1. Quindi prendete una leccarda e dopo averla ricoperta con carta da forno riponetevi le fette di pane toscano una affianco all’altra senza sovrapporle 2. Infornate a 200° C per qualche minuto. Una volta estratte dal forno, lasciatele intiepidire. Quando saranno intiepidite strofinateci sopra gli spicchi di aglio preventivamente sbucciati 3.

Prendete ora una padella antiaderente dai bordi alti e ponetevi all’interno il pane tostato. Versate all’interno la passata di pomodori 4 ed il brodo vegetale 5 affinchè le fettine di pane vengano totalmente ricoperte. A questo punto unite lo zucchero 6 e fate cuocere a fuoco basso per 40-50 minuti, per far evaporare il liquido. Mescolate di tanto in tanto per consentire una cottura uniforme e ridurre il pane in pappa.

Aggiustate quindi di sale e pepe 7. A cottura ultimata, spegnete il fuoco e guarnite con foglie di basilico 8 per dare un sapore fresco ed intenso alla vostra pappa al pomodoro che sarà così pronta da servire i ciotole individuali o piatti fondi da irrorare con abbondante olio di oliva 9!

CONSERVAZIONE

La pappa al pomodoro può essere conservata per massimo 2 giorni in frigo riposta in contenitore ermetico.

CONSIGLIO

Una volta spellati i pomodori, potete optare per eliminare i semi interni e tritarli con un coltello invece di passarli al setaccio.
Se vi piace, oltre che con foglie di basilico spezzettate, potete cospargere la pappa al pomodoro con qualche ago di rosmarino appena prima di servirla.

CURIOSITÀ

La pappa al pomodoro diventò famosa al di fuori della Toscana, non solo per la citazione fatta dallo scrittore fiorentino Vamba nel suo libro “Il giornalino di Gianburrasca”, ma anche perchè più tardi la cantante Rita Pavone, impersonando in televisione il pestifero bambino protagonista del libro, ne cantò le imprese con la canzone “Viva la pappa col pomodoro”.

Pollo alla cacciatora

Pollo alla cacciatora

PREPARAZIONE

COME PREPARARE IL POLLO ALLA CACCIATORA

Per preparare il pollo alla cacciatora cominciate dal taglio delle verdure. Dopo aver mondato la cipolla, sbucciate anche la carota e spuntatela, infine togliete il ciuffo dal sedano e tritate il tutto fino ad ottenere dei dadini di 2-3 mm 1. Poi passate alla pulizia del pollo. Tagliatelo in pezzi separando cosce, petto e alette 2. A questo punto avete tutto quello che vi occorre, spostatevi ai fornelli. In una casseruola mettete a scaldare un goccio d’olio, non esagerate perché la pelle del pollo rilascerà molto grasso. Accendete la fiamma e lasciate scaldare qualche istante, dopodiché versate i pezzi di pollo, cominciando sempre dal lato della pelle 3.

Lasciate rosolare per una decina di minuti rigirando dopo un po’ 4. Quando il pollo sarà ben colorito aggiungete il trito di sedano, carota e cipolla e poi lo spicchio d’aglio mondato 5. Poi sale, pepe e rosmarino, mescolate e fate insaporire per altri 5 minuti 6.

Sfumate con il vino rosso e lasciate evaporare completamente la parte alcolica 7. Togliete il rosmarino e lo spicchio d’aglio 8 e poi aggiungete i pomodori pelati a pezzetti 9.

Mescolate il tutto 10 e coprite con il coperchio, lasciate cuocere a fuoco moderato per 30-35 minuti 11. Ricordate che se il pollo fosse più grande allora bisognerà aumentare ancora un po’ la cottura, viceversa se più piccolo. Ad ogni modo il pollo si ritiene pronto non appena la carne si stacca dalle ossa 12.

A fine cottura assicuratevi che sia giusto di sale e infine spolverizzate con il prezzemolo 13. Un’ultima mescolata 14 e il vostro pollo alla cacciatora è pronto, buon appetito 15!

CONSERVAZIONE

Il pollo alla cacciatora si conserva per un paio di giorni in frigorifero ben coperto da pellicola trasparente.
Se preferite potete congelarlo una volta cotto se avete utilizzato ingredienti freschissimi.

CONSIGLIO

Durante la bella stagione utilizzate dei pomodori freschi da sugo, durante il resto dell’anno invece utilizzate i pelati o della passata di pomodoro per ottenere un sugo più corposo.
Se non amate il prezzemolo potete ometterlo, se invece volete dare una marcia in più alla ricetta sostituitelo con delle foglioline di maggiorana.
In aggiunta al rosmarino potete aggiungere 1 rametto di salvia.

Panzanella

Panzanella

PRESENTAZIONE

La panzanella è una delle ricette protagoniste della tavola in estate, vanto della cucina toscana! Una ricetta di recupero: pane raffermo e verdure dell’orto per una pietanza meravigliosamente semplice e appetitosa. Come la “cugina” pugliese, l’ acquasale, la panzanella è un piatto freddo, non serve cottura. Il pane toscano raffermo viene ammollato in acqua e aceto di vino bianco, che conferisce alla panzanella un sapore intenso e caratteristico. Pomodori e cipolle rosse non possono mancare, a cui si aggiungono anche cetrioli o sedano a seconda delle zone e di ciò che si ha a disposizione. Sono tante le varianti esistenti della panzanella e ognuno può sentirsi libero di personalizzarla a proprio piacimento… raccontateci voi come l’avete gustata!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA PANZANELLA

Per realizzare la panzanella per prima cosa tagliate il pane a fette 1 e poi a cubetti grossolani 2. Trasferite il pane in una ciotola e aggiungete l’acqua e l’aceto 3.

Mescolate bene così che il pane possa assorbire la bagna uniformemente e tenete da parte 4. Passate alla preparazione delle verdure: tagliate i pomodori prima in quarti 5 e poi a pezzetti più piccoli 6.

Eliminate la buccia dal cetriolo, spuntate le estremità e dividetelo a metà per il lungo 7, poi tagliatelo a fettine sottili 8. Infine mondate la cipolla, tagliatela a metà e affettatela sottilmente 9.

Riprendete la ciotola con il pane e mescolate nuovamente, poi aggiungete le cipolle 11 e i cetrioli 12.

Unite anche i pomodori 13 e mescolate il tutto 14, poi spezzettate le foglie di basilico con le mani 15.

Condite con il sale 16, il pepe e l’olio 17. Mescolate ancora e conservate in frigorifero la vostra panzanella fino al momento di servirla 18!

CONSERVAZIONE

La panzanella si può conservare in frigorifero per 2 giorni al massimo, in un contenitore ermetico. E’ preferibile però aggiungere i pomodori al momento per evitare che inacidiscano.

CONSIGLIO

La panzanella è realizzata tradizionalmente con il pane toscano, ma andrà bene anche un altro tipo di pane: l’importante è che sia un po’ raffermo.

La dose di acqua dipende da quanto è secco il pane utilizzato quindi potete aumentarla o diminuirla per ottenere la giusta consistenza; si consiglia invece di non modificare la dose di aceto.

Se preferite stemperare il sapore della cipolla cruda potete metterla a bagno in acqua e sale per un’ora e mezza, cambiando la salamoia ogni 30 minuti: in questo modo risulterà anche più digeribile.

Molte varianti prevedono l’utilizzo del sedano al posto del cetriolo; in alternativa provate a sostituirlo con delle zucchine crude tagliate molto sottili!

Potete sostituire i pomodori ramati con dei pomodorini o utilizzare l’aceto di vino rosso al posto di quello bianco.

Al posto del pepe invece potete optare per peperoncino o tabasco!

Ribollita

Ribollita

PRESENTAZIONE

Conosciamo tutti la ribollita come piatto di recupero per eccellenza della tradizione culinaria toscana. Le origine di questa pietanza risalgono al medioevo quando i nobili erano soliti consumare le loro pietanze dentro a dei pani detti “mense”. Una volta terminato il pranzo, il pane avanzato veniva dato ai servi, che per sfamarsi lo univano alle loro povere verdure e lo facevano bollire, ottenendo una zuppa sostanziosa e saporita, una vera e propria antenata della ribollita! Ancora oggi questa ricetta fa parte della cucina casalinga, conosciuta e apprezzata in diverse varianti nella stessa regione che esprimono tradizioni familiari o usanze del luogo. In questa ricetta vi raccontiamo i nostri piccoli segreti per gustare al meglio questo comfort food di altri tempi. Attendete i primi freddi e concedetevi il tempo che serve per realizzare la ribollita, un piatto che non conosce fretta ma che vi ripagherà dell’attesa!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA RIBOLLITA

Per preparare la ribollita iniziate dalla cottura dei fagioli cannellini, per prima cosa poneteli in ammollo una ciotola colma di acqua almeno per una notte intera, meglio ancora se per 24 ore 1. Trascorso questo tempo in un tegame ampio dal bordo alto scaldate l’olio di oliva con lo spicchio di aglio e il rametto di rosmarino 2, poi aggiungete i fagioli scolati dall’acqua di ammollo 3,

coprite con l’acqua 4 e cuocete per 1 ora a fuoco medio-basso con il coperchio 5. A fine cottura pepate e salate (il sale meglio aggiungerlo alla fine altrimenti indurirebbe i legumi se messo troppo presto). Rimuovete il rametto di rosmarino, prelevate una parte di fagioli 6 e teneteli da parte perché dovranno essere aggiunti interi alla fine.

Frullate tutto con un mixer ad immersione per ottenere un brodo con il quale porterete a cottura la zuppa 7. Ora occupatevi del soffritto: sbucciate la cipolla e tritatela finemente 8, lavate il sedano e riducete anch’esso ad un trito fine 9

per finire pelate la carota e riducetela a piccoli cubetti 10 In un tegame scaldate 25 gr di olio di oliva e fate soffriggere a fuoco moderato cipolla, sedano e carote tritati 11. Mentre il soffritto appassisce, pelate la patata e riducetela a dadini 12

Aggiungete anche i dadini di patata al soffritto e proseguite la cottura 13, mentre cuoce la patata versate i pelati in una ciotola e schiacciateli con una forchetta 14, aggiungeteli alle verdure nel tegame 15

Mentre la cottura prosegue, dedicatevi alle verdure a foglia: dividete a metà la verza, privatela della costola interna più dura 16, e poi tagliatela a julienne 17, Lavate e tagliate grossolanamente le bietole 18

e per ultime lavate e tagliate anche le foglie di cavolo nero 19. Aggiungete la verza, le bietole 20 e il cavolo 21 alla zuppa

ora versate il brodo di fagioli che avete frullato 22, mescolate, coprite con il coperchio 23 e portate al bollore. Quando la zuppa bolle, togliete il coperchio e cuocete per altri 45 minuti mescolando di tanto in tanto. Quando la zuppa sarà pronta regolate di sale e pepe, unite i fagioli interi che avete tenuto da parte 24, mescolate e spegnete il fuoco.

Tagliate a fette grossolane il pane raffermo, adagiate alcune fette sul fondo di una ciotola o zuppiera, coprite con un paio di mestoli di zuppa 25, poi adagiate un altro strato di pane e ricoprite con altra zuppa, proseguite alternando gli strati fino a terminare gli ingredienti 26. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi ponete in frigorifero coperto con pellicola 27 per almeno 2 ore.

Trascorso questo tempo, riprendete la ribollita, il pane avrà assorbito la zuppa e la ribollita avrà un aspetto semisolido 28, versatela in un tegame, portatela al bollore, aromatizzatela con peperoncino 29 e foglioline di timo. La vostra ribollita è pronta per essere gustata con un filo di olio a crudo 30!

CONSERVAZIONE

Conservate la ribollita per 1-2 giorni in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico. Si può congelare se avete utilizzato tutti ingredienti freschi non decongelati anche se potrebbe risentirne il gusto.

CONSIGLIO

Per dare un tocco saporito a questa tipica preparazione, guarnitela con della cipollina tritata a crudo!

Fagioli all’uccelletto

Fagioli all'uccelletto

PREPARAZIONE

COME PREPARARE I FAGIOLI ALL’UCCELLETTO

Per preparare i fagioli all’uccelletto, per prima cosa mettete i fagioli cannellini secchi in una ciotola capiente, copriteli con abbondante acqua fredda e lasciateli in ammollo almeno per una notte intera 1. Il giorno dopo, trasferite i fagioli con tutto il loro liquido in una pentola: i fagioli dovranno essere completamente ricoperti, quindi se necessario aggiungete altra acqua 2. Cuocete i cannellini a fuoco dolce per almeno 50 minuti, schiumandoli ogni tanto con una schiumarola 3.

Trascorso questo tempo, scolate i fagioli e conservate il liquido di cottura 4. In una padella capiente versate un filo d’olio, aggiungete gli spicchi d’aglio sbucciati e le foglie di salvia 5 e lasciate rosolare brevemente, poi unite la passata di pomodoro 6 e fatela restringere per qualche minuto, sempre a fuoco lento.

A questo punto aggiungete i cannellini 7, salate 8, pepate e unite anche il liquido di cottura dei fagioli che avevate tenuto da parte 9.

Coprite con un coperchio 10 e cuocete per circa 20 minuti a fiamma media 11. I vostri fagioli all’uccelletto sono pronti per essere serviti ben caldi 12!

CONSERVAZIONE

I fagioli all’uccelletto si possono conservare in frigorifero, in un contenitore ermetico, per massimo 4 giorni. Si sconsiglia la congelazione.

CONSIGLIO

Una variante comune di questa ricetta consiste nell’aggiungere della salsiccia fresca, intera oppure sbriciolata, direttamente al soffritto per poi proseguire con la cottura come indicato. Se desiderate, potete sostituire i cannellini con i fagioli toscanelli o borlotti: se preferite utilizzare i legumi precotti per velocizzare i tempi di preparazione, potete aggiungerli direttamente in padella dopo aver aggiunto il sugo. Avete difficoltà a digerire i legumi? Aggiungete un pezzettino di alga kombu in cottura: non si tratta di un ingrediente tradizionale ma vi sarà di grande aiuto!

CURIOSITÀ

Secondo Pellegrino Artusi, unanimemente riconosciuto il padre della cucina italiana, i “fagioli a guisa d’uccellini” devono il loro nome agli ingredienti utilizzati nella preparazione, ovvero salvia, pomodoro e aglio, con cui venivano insaporiti gli uccelletti arrosto, tipici della cucina toscana. Secondo un’altra spiegazione, invece, i fagioli all’uccelletto venivano tipicamente serviti come contorno proprio a questo piatto, da cui presero poi il nome.

Torta di semolino al cioccolato

Torta di semolino al cioccolato

PRESENTAZIONE

Se state cercando una ricetta semplice e senza tempo, dal gusto un po’ retrò e genuino, vi suggeriamo questa ricetta: la torta di semolino al cioccolato! Il semolino è un ingrediente versatile, utilizzato sia per ricette salate che dolci  come questa squisita torta.
Di origine toscana, la torta di semolino al cioccolato viene preparata nelle pasticcerie di tutta la regione, da Viareggio a Firenze, tutto l’anno e in particolare nel periodo pasquale.
La torta di semolino al cioccolato è composta da una base di pasta frolla friabile che racchiude un delizioso ripieno fatto con una crema di semolino e ricotta, profumata con scorza d’arancia e cannella. Una volta cotta, la superficie della torta viene ricoperta con una irresistibile ganache al cioccolato fondente.
La torta di semolino al cioccolato è una ricetta che, provata una volta, rifarete molto spesso: fidatevi!

PREPARAZIONE

COME PREPARARE LA TORTA DI SEMOLINO AL CIOCCOLATO

Per preparare la torta di semolino al cioccolato, iniziate a preparare la frolla mescolando lo zucchero a velo e la farina su di una spianatoia e formando la classica fontana 1; aggiungete il sale 2, poi la scorza grattugiata di mezzo limone e il burro a temperatura ambiente 3. Ammorbidite il burro con le mani, impastandolo con la farina e gli altri ingredienti, fino ad ottenere una consistenza sabbiosa; se avete un mixer, potete frullare insieme la farina, lo zucchero a velo, il sale e il burro freddo da frigo e poi trasferire tutto sulla spianatoia.

Riformate la fontana e mettete al centro i tuorli 4 quindi impastate il tutto con le mani 5 per amalgamare bene gli ingredienti, fino ad ottenere un panetto liscio e compatto. Copritelo con la pellicola e mettetelo in frigo a raffreddare per almeno per un’ora 6.

Nel frattempo preparate la crema di semolino: scaldate il latte e, quando avrà sfiorato il bollore, aggiungete a pioggia il semolino 7; girate energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi 8. Quando il semolino inizierà a staccarsi dalle pareti, ci vorranno circa 5 minuti, spegnete il fuoco e setacciate la ricotta, facedola passare dalle maglie di un colino 9.

Unite lo zucchero a velo alla ricotta 10 e unite il semolino ancora caldo, altrimenti si indurirà e non riuscirete ad avere un composto senza grumi; amalgamate bene con una frusta 11. Aggiungete la scorza di un’arancia grattugiata 12 e

unite la cannella 13 e fate raffreddare il composto. Prendete la frolla e stendetela, con un matterello, fino ad ottenere una sfoglia dallo spessore di 1 cm circa 14. Imburrate e infarinate uno stampo da , diametro di 25 cm. e foderatelo con la pasta frolla 15, eliminando la pasta in eccesso premendo con il matterello sui bordi 15.

Farcite la frolla con la crema al semolino, appiattendo bene il tutto con il dorso di un cucchiaio e stendendo uniformemente il ripieno (16-17). Infornate in forno statico già caldo a 180° per 45 minuti (forno ventilato 160° per 40 minuti). Sfornate la torta, fatela raffreddare 18 e poi sformatela su di un piatto da portata.

Infine preparate la ganache, sciogliendo il cioccolato fondente nel microonde, o a bagnomaria, e aggiungete ad essa la panna tiepida 19. Mescolate bene e versate la ganache sulla torta 20, stendendola con una spatola per ricoprire tutta la superficie della torta 21. Lasciate intiepidire e solidificare leggermente la ganache per 10-15 minuti: la vostra torta di semolino al cioccolato è pronta!

CONSERVAZIONE

Conservate la torta di semolino al cioccolato in frigorifero, coperta con la pellicola, per 3 giorni.
Si sconsiglia di congelare la torta al semolino.

CONSIGLIO

Il semolino, che nostalgia! Vi passo il consiglio della nonna (la mia): come la polenta, va lavorato quando è ancora caldo, altrimenti si indurirà. Per quanto riguarda la cannella, fate voi: a me piace e l’ho inserita, ma se volete potete tranquillamente ometterla e aggiungere, per esempio, la buccia grattugiata di un limone.